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Ci ha lasciato rino negri firma del ciclismo da coppi a moser

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Ci ha lasciato rino negri firma del ciclismo da coppi a moser (#14946) il25-11-2011 alle 19:54:58

Aveva 87 anni e per la Gazzetta aveva seguito 42 Giri d'Italia e 39 Tour de France: nella sua carriera ha firmato oltre 30mila articoli. Il suo beniamino fu sempre il Campionissimo

Rino Negri intervista Fausto Coppi. Archivio Gazzetta

E? morto Rino Negri. Stamattina, verso le 9, nello speciale reparto solventi del Pio Albergo Trivulzio, a Milano. Negri aveva 87 anni - era nato a Pavia il 14 luglio 1925 - e per oltre mezzo secolo è stato il ciclismo alla "Gazzetta dello Sport". Alla Rosea, la sua prima casa (la seconda era quella in cui abitava con la moglie Franca), ha cominciato come Rino e ha finito come "Rinone". Un po? per le dimensioni, forse un po? anche per la sua attività e le sue conoscenze: in tutti i casi, voluminose. Negri si era innamorato del ciclismo pedalando: allievo, correva con coetanei che avrebbero fatto più strada (e anche più pista) di lui, da Serse Coppi a Renzo Zanazzi, da Alfredo Pasotti fino a quel Nando Terruzzi che - una volta, in un circuito a Pavia - sarebbe riuscito miracolosamente a battere, non in volata (Terruzzi è poi diventato l?imperatore delle Sei Giorni), ma anticipandone lo sprint. E quella vittoria lo saziò di orgoglio, tanto da ricordarla ogni volta che i due si incontravano.

 

Rino Negri (a destra) con Sandrino Carrea ed Ettore Milano. Archivio gazzetta

81 GRANDI GIRI ? Da giornalista, Negri ha seguito 42 edizioni del Giro d?Italia e 39 del Tour de France. Redattore, inviato, responsabile delle pagine del ciclismo, "Rinone" non si faceva mancare nulla: corse su strada, nei velodromi, per i campi, e poi serate, feste, convegni. Era il giornalismo che si consumava a piedi prima che al telefono, biro e taccuino prima che macchina per scrivere, confidenze e confessioni prima che scoop e scandali. Era una fabbrica di notizie, appuntamenti e date. Ha firmato più di 30mila articoli. E il suo archivio, nella casa di Milano, potrebbe essere la biblioteca nazionale del ciclismo. Le sue eterne giornate da cronista si concludevano, immancabilmente, al ristorante. Dove continuava a parlare di ciclismo. Ha scritto anche libri, quaderni ed enciclopedie. Ha collaborato con riviste, federazioni e istituzioni. E ha collezionato premi, medaglie e riconoscimenti. E? stato nominato perfino Commendatore della Repubblica per aver onorato la professione di giornalista. Negri aveva le due idee, il suo carattere, i suoi principi. E nelle pagelle sapeva anche essere terribile. Ma per un corridore avrebbe dato anche l?anima: Fausto Coppi, di cui seguì tutta l?epopea. Di questa passione, tutti lo sapevano: da Bartali a Magni, e lo stesso Coppi.

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