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Diego e Melo, dimostrate di essere da Juve!

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Diego e Melo, dimostrate di essere da Juve! NOTIZIA

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Giorgione Da Giorgione

il 21-10-2009 alle 11:04

Fonte: tuttosport

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Stasera all'Olimpico sfida di Champions contro il Maccabi Haifa. Il nuovo modulo può esaltare le qualità dei due brasiliani. Dubbio Sissoko. Amauri e Trezeguet si contendono il posto di unica punta TORINO, 21 ottobre - L’ora di Diego e Felipe Melo. Quelli veri, s’intende, in grado di fare la differenza. Non le con­trofigure dei suddetti. Lo­ro scalpitano, hanno vo­glia di rivalsa, hanno vo­glia di rispedire al mit­tente tutte le critiche più o meno velate che sono ar­rivate ultimamente. All’u­no, Felipe Melo, sono sta­te imputate leggerezze in fase di disimpegno, maga­ri dimenticando tutta la mole di lavoro svolta a margine. All’altro, Diego, è stato imputato - inevita­bilmente, del resto - un andamento discontinuo, non all’altezza delle pre­messe e delle promesse. Eppoi c’è la questione de­gli svariati milioni di eu­ro spesi per acquistare i due giocatori, pezzi pre­giati(ssimi) della campa­gna di rafforzamento esti­va costati la bellezza di 25 milioni l’uno, euro più eu­ro meno. Dunque è chiaro che stasera, nella prima vera partita da vincere a tutti i costi - roba quasi da dentro o fuori dalla Champions League - sia­no riposte grandi speran­ze nei due talenti verdeo­ro. Tantopiù considerando che se davvero - salvo cioè variazioni dell’ultimo mi­nuto - Ciro Ferrara deci­derà di rimodulare la squadra secondo il 4- 2- 3­1, Felipe Melo e Diego sa­ranno teoricamente mes­si nelle condizioni di ren­dere al meglio, compiendo un autentico salto di qua­lità.

ACCONTENTATO - Il tec­nico, come anticipato nei giorni scorsi, è orientato verso il cambiamento. E’ orientato, dunque, ad ac­contentare le istanze pre­sentate - ad personam, ma anche tramite i media - da Diego. «Forse se gio­cassi in una posizione più avanzata, se giostrassi più vicino all’area di rigo­re...» aveva butatto lì al termine di Juventus-Fio­rentina. Già perché effet­tivamente finora, isolato com’era, è stato spesso co­stretto a rinculare fino a metà campo pur di farsi servire e pur di evitare di veder sfrecciare sopra la sua testa i lunghi rilanci che partivano dalla difesa ( frutto d’una squadra po­co compatta, allungata). Il fantasista è convinto, così come lo è anche Ferrara, di potersi rendere più pe­ricoloso grazie al nuovo sistema di gioco. Vuoi per­ché, appunto, giocherà più a ridosso della difesa av­versaria; vuoi perché, avendo altri due giocatori accanto sulla trequarti, sarà meno soggetto al raddoppio di marcatura avversario. Sa che il tec­nico sta facendo quanto possibile pur consentirgli di esprimere il meglio: «E’ alla prima esperienza, è vero - ha dichiarato Diego a Spox. com -. Ma ha gran­di potenzialità. Sa esatta­mente di cosa c’è bisogno per ottenere il massimo da un calciatore. Si è pre­so cura di me e mi ha da­to subito la sensazione di far parte della squadra. Questo è importante per un giocatore, soprattutto se sei nuovo. Lo ammiro e posso ancora imparare molto da lui. Mi lascia molto spazio, so che gra­zie a lui posso crescere a livello tattico». Conta in­somma di sfruttare l’occa­sione propizia per torna­re a stupire, così come aveva fatto a Roma nella sfida contro i giallorossi: la sfida dei due gol segna­ti e costruiti praticamen­te da solo, la sfida che ha fatto dire a molti che «sì, effettivamente Diego è uno dei calciatori più for­ti che la Juventus abbia acquistato negli ultimi anni».
Melo e Diego

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