- Copertina
- Il Giornalista
- Notizie della Juventus
- Diego e Melo, dimostrate di essere da Juve!
Diego e Melo, dimostrate di essere da Juve!
Pubblica notiziaDiego e Melo, dimostrate di essere da Juve! NOTIZIA
Tornare- Tweet
- Share
- con un amico
Condividere
Stasera all'Olimpico sfida di Champions contro il Maccabi Haifa. Il nuovo modulo può esaltare le qualità dei due brasiliani. Dubbio Sissoko. Amauri e Trezeguet si contendono il posto di unica punta
TORINO, 21 ottobre - L’ora di Diego e Felipe Melo. Quelli veri, s’intende, in grado di fare la differenza. Non le controfigure dei suddetti. Loro scalpitano, hanno voglia di rivalsa, hanno voglia di rispedire al mittente tutte le critiche più o meno velate che sono arrivate ultimamente. All’uno, Felipe Melo, sono state imputate leggerezze in fase di disimpegno, magari dimenticando tutta la mole di lavoro svolta a margine. All’altro, Diego, è stato imputato - inevitabilmente, del resto - un andamento discontinuo, non all’altezza delle premesse e delle promesse. Eppoi c’è la questione degli svariati milioni di euro spesi per acquistare i due giocatori, pezzi pregiati(ssimi) della campagna di rafforzamento estiva costati la bellezza di 25 milioni l’uno, euro più euro meno. Dunque è chiaro che stasera, nella prima vera partita da vincere a tutti i costi - roba quasi da dentro o fuori dalla Champions League - siano riposte grandi speranze nei due talenti verdeoro. Tantopiù considerando che se davvero - salvo cioè variazioni dell’ultimo minuto - Ciro Ferrara deciderà di rimodulare la squadra secondo il 4- 2- 31, Felipe Melo e Diego saranno teoricamente messi nelle condizioni di rendere al meglio, compiendo un autentico salto di qualità.
ACCONTENTATO - Il tecnico, come anticipato nei giorni scorsi, è orientato verso il cambiamento. E’ orientato, dunque, ad accontentare le istanze presentate - ad personam, ma anche tramite i media - da Diego. «Forse se giocassi in una posizione più avanzata, se giostrassi più vicino all’area di rigore...» aveva butatto lì al termine di Juventus-Fiorentina. Già perché effettivamente finora, isolato com’era, è stato spesso costretto a rinculare fino a metà campo pur di farsi servire e pur di evitare di veder sfrecciare sopra la sua testa i lunghi rilanci che partivano dalla difesa ( frutto d’una squadra poco compatta, allungata). Il fantasista è convinto, così come lo è anche Ferrara, di potersi rendere più pericoloso grazie al nuovo sistema di gioco. Vuoi perché, appunto, giocherà più a ridosso della difesa avversaria; vuoi perché, avendo altri due giocatori accanto sulla trequarti, sarà meno soggetto al raddoppio di marcatura avversario. Sa che il tecnico sta facendo quanto possibile pur consentirgli di esprimere il meglio: «E’ alla prima esperienza, è vero - ha dichiarato Diego a Spox. com -. Ma ha grandi potenzialità. Sa esattamente di cosa c’è bisogno per ottenere il massimo da un calciatore. Si è preso cura di me e mi ha dato subito la sensazione di far parte della squadra. Questo è importante per un giocatore, soprattutto se sei nuovo. Lo ammiro e posso ancora imparare molto da lui. Mi lascia molto spazio, so che grazie a lui posso crescere a livello tattico». Conta insomma di sfruttare l’occasione propizia per tornare a stupire, così come aveva fatto a Roma nella sfida contro i giallorossi: la sfida dei due gol segnati e costruiti praticamente da solo, la sfida che ha fatto dire a molti che «sì, effettivamente Diego è uno dei calciatori più forti che la Juventus abbia acquistato negli ultimi anni».
ACCONTENTATO - Il tecnico, come anticipato nei giorni scorsi, è orientato verso il cambiamento. E’ orientato, dunque, ad accontentare le istanze presentate - ad personam, ma anche tramite i media - da Diego. «Forse se giocassi in una posizione più avanzata, se giostrassi più vicino all’area di rigore...» aveva butatto lì al termine di Juventus-Fiorentina. Già perché effettivamente finora, isolato com’era, è stato spesso costretto a rinculare fino a metà campo pur di farsi servire e pur di evitare di veder sfrecciare sopra la sua testa i lunghi rilanci che partivano dalla difesa ( frutto d’una squadra poco compatta, allungata). Il fantasista è convinto, così come lo è anche Ferrara, di potersi rendere più pericoloso grazie al nuovo sistema di gioco. Vuoi perché, appunto, giocherà più a ridosso della difesa avversaria; vuoi perché, avendo altri due giocatori accanto sulla trequarti, sarà meno soggetto al raddoppio di marcatura avversario. Sa che il tecnico sta facendo quanto possibile pur consentirgli di esprimere il meglio: «E’ alla prima esperienza, è vero - ha dichiarato Diego a Spox. com -. Ma ha grandi potenzialità. Sa esattamente di cosa c’è bisogno per ottenere il massimo da un calciatore. Si è preso cura di me e mi ha dato subito la sensazione di far parte della squadra. Questo è importante per un giocatore, soprattutto se sei nuovo. Lo ammiro e posso ancora imparare molto da lui. Mi lascia molto spazio, so che grazie a lui posso crescere a livello tattico». Conta insomma di sfruttare l’occasione propizia per tornare a stupire, così come aveva fatto a Roma nella sfida contro i giallorossi: la sfida dei due gol segnati e costruiti praticamente da solo, la sfida che ha fatto dire a molti che «sì, effettivamente Diego è uno dei calciatori più forti che la Juventus abbia acquistato negli ultimi anni».
Melo e Diego
Vuoi partecipare a questa sezione?
- Se sei già membro, entra / loggati.
Se ancora non ti sei registrato nel tifobianconero.it:

Da