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Il Capitano ancora per un anno
Pubblica notiziaIl Capitano ancora per un anno NOTIZIA
TornareNel calcio moderno, la cui era è segnata da un clamoroso viavai di milioni, o addirittura miliardi di euro, c’è ancora chi riesce a mantenere il proprio cuore purissimo e lontano da certe sirene.
La storia di Alessandro Del Piero è quella di un uomo vero, sincero e capace di costruire la propria carriera basandola solo sui propri colpi, non facendosi trascinare dalle ondate di complimenti quando le cose sono andate bene nè tantomeno facendosi abbattere quando i suoi allenatori, bestemmiando in maniera sfacciata, lo lasciavano in panchina.
La capacità di colui che, con la poesia e la maestria mediatica di un genio come Gianni Agnelli, fu prima soprannominato Pinturicchio per le pennellate che era capace di tracciare con un pallone ai piedi, per poi essere “degradato” con l’appellativo di Godotquando la sua carriera stava attraversando una fase poco nitida a cavallo dei due decenni, è quella di aver legato la propria storia calcistica ad una sola maglia e a due soli colori: il bianco e il nero della Juventus, la squadra più titolata e forse per questo più odiata d’Italia, ma che con la guida saggia e geniale di Del Piero ha saputo vivere momenti magici, sulla scia di altri campioni che hanno fatto la storia del club torinese ma che nel numero 10 nativo di Conegliano Veneto è riuscita a restare grande anche quando c’era da affrontare un mare in burrasca chiamato Serie B.
Un giocatore messo in discussione troppo spesso, la cui carriera è facilmente distunguibile in due tronconi evidenti e totalmente diversi da loro: gli inizi, con l’affermazione e la sostituzione di un altro totem del calcio italiano come Roberto Baggio fino a diventare uno dei giocatori più forti del pianeta pur non avendo miriadi di trofei da annoverare in bacheca (il picco lo raggiunse vincendo praticamente da solo una Coppa Intercontinentale nel 1996, ndr), fino all’infortunio patito nell’inverno del 1999, che ne segnò inevitabilmente il proseguio della carriera; poi il periodo di lenta e inesorabile risalita, con la Juventus sempre nel destino, le incomprensioni con Lippi e Capello che lo lasciavano in panchina e il passaggio repentino dalle stelle toccate nella notte di Berlino, quando un Del Piero vestito d’azzurro gioiva per la vittoria di un Mondiale, alle stalle del campionato cadetto segnato, come tutte le altre manifestazioni a cui ha partecipato, da tanti gol e perle d’autore.
E’ forse per questo suo immenso attaccamento alla maglia bianconera, mai gridato in maniera troppo aperta ma dimostrato sempre sul campo e quando c’era da mettere la faccia in altre circostanze, che il nome di Del Piero è stato spesso citato quando c’era da parlare di un contratto, che fino all’anno scorso sembrava non poter avere più un naturale proseguio dopo la scadenza, fissata per l’estate che sta per arrivare.
Ma il Pinturicchio, sollecitato da quello che è l’erede naturale del suo primo tifoso, ovveroAndrea Agnelli, ha riservato ai propri tifosi una graditissima sorpresa, in una data che ha regalato una gioia immensa e inaspettata nella storia recente del calcio juventino.
Oggi è il 5 maggio, e nove anni fa la Juventus, guidata come sempre dal suo capitano, conquistava un inatteso scudetto a spese dell’Inter, e proprio oggi Del Piero ha voluto firmare il rinnovo del contratto che lo lega alla squadra del suo cuore, quella che da anni rappresenta con la fascia da capitano legata al braccio sinistro: un amore che in questa stagione è diventato maggiorenne, visto che l’esordio di Alex in bianconero risale al 1993, e che potrebbe toccare addirittura i vent’anni se ci fosse la volontà comune di prolungare di un altro anno.
Una storia d’amore bella e tormentata, come tutte le storie d’amore. Ma questa è una storia d’amore da 10 e lode, proprio come il 10 che da anni campeggia sulle spalle di Alessandro Del Piero.
Alex Del Piero, ancora un anno alla Juventus
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