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TOMMASI "SERIE A, LA PRIMA PUÒ SALTARE"
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TornareDamiano Tommasi, ex "anima candida" della Roma, tira ora fuori gli artigli e si cala completamente nel personaggio che il suo ruolo, presidente dell'AIC (Associazione Italiana Calciatori), richiede.
"L'avvio del campionato è a rischio". Queste le sue testuali parole, espresse intervenendo in diretta a SkySport24.
Mancano poco più di tre settimane dal via del campionato, la firma definitiva sul nuovo contratto collettivo non arriva, eTommasi ribadisce - ma stavolta in maniera più esplicita - la linea dell'Assocalciatori: "Ho girato quasi tutti i ritiri della massima serie - dice il neopresidente succeduto a Sergio Campana - c'è unità di intenti. A nessuno piace non giocare, ma senza la firma la serie A rischia seriamente di non partire".
Il messaggio di Tommasi è diretto alla Lega, e più precisamente a Maurizio Beretta, presidente in regime di proroga, in attesa che i club trovino un accordo sul nome del suo successore.
Ma lo stesso Beretta nei giorni scorsi aveva dichiarato "Il campionato rischia di non cominciare? Ma non scherziamo". Ora il massimo dirigente di via Rosellini dovrà fare i conti con un campanello di allarme, un allarme piuttosto serio.
La vicenda era cominciata un anno fa, quando Campana nell'estate 2010 lanciò l'allarme: l'accordo collettivo è scaduto, siamo pronti a forme di protesta dure se la federcalcio non convoca un tavolo. Due volte proclamato, poi rimandato e infine revocato, lo sciopero ha aleggiato su tutta la serie A per lo scorso campionato, spaccando anche il fronte dei calciatori fino alla nascita di un'altra associazione di categoria, guidata da Gigi Buffon. Lo sciopero sarebbe una scelta di lavoratori privilegiati che la gente non capisce, l'accusa di molti presidenti; no, è una battaglia per i diritti di tutti i calciatori, anche quelli meno famosi, la risposta dell'Aic. Che nel frattempo ha firmato il nuovo accordo articolato in sette punti, per mano dello storico n.1
dell'associazione ma ora aspetta che lo stesso facciano i rappresentanti dei club.
A dividere le parti è ancora l'art. 7, quello sui cosiddetti fuori rosa. Da parte della Federcalcio c'è l'impegno, una volta firmata l'intesa, a scrivere un vademecum che soddisfi le richieste dei club su come svolgere allenamenti differenziati e non apra le porte alle 'discriminazioni' temute dall'Aic. Che proprio in questi giorni, tra l'altro, raduna a Coverciano le cinque squadre con oltre cento calciatori rimasti senza contratto.
A imprimere un'accelerazione alla situazione, i messaggi arrivati dai 18 ritiri visitati da Tommasi. E forse la scelta della Lega di mettere l'argomento contratto all'ordine del giorno dell'assemblea del 1 settembre, e non di quella del 19 agosto. Ma di qui al 27 agosto, la convinzione di Beretta, c'è tempo per chiudere tutto.
Il presidente Assocalciatori, Damiano Tommasi
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