- Copertina
- Enciclopedia della Juventus
- Alessandro Del Piero
Alessandro Del Piero
Alessandro Del Piero
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1 - Caratteristiche tecniche
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2 - Carriera
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3 - L'affermazione
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4 - L'infortunio e il momentaneo appannamento
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5 - Il ritorno di Marcello Lippi e la rinascita
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6 - L'arrivo di Fabio Capello e la gestione part-time
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7 - La retrocessione in Serie B e l'arrivo di Deschamps
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8 - Il ritorno in Serie A sotto la guida di Claudio Ranieri
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9 - Il ritorno in Champions League e la lotta per lo scudetto
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10 - La stagione fallimentare del 2009-2010
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11 - La stagione della nuova era Delneri 2010-2011
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12 - Nazionale
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13 - Nazionali giovanili
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14 - Nazionale A
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15 - Inghilterra 1996
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16 - Torneo di Francia 1997
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17 - Francia 1998
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18 - Belgio-Olanda 2000
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19 - Corea del Sud-Giappone 2002
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20 - Portogallo 2004
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21 - Germania 2006
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22 - Austria-Svizzera 2008
Alessandro Del Piero (Conegliano, 9 novembre 1974) è un calciatore italiano, attaccante della Juventus. Con la Nazionale è stato campione del mondo nel 2006.
Dal 2001 è il capitano della Juventus, squadra nella quale milita dal 1993 e della quale detiene il record assoluto di marcature (277 gol), oltre quello di gol in competizioni europee (54 gol) ed il primato di presenze in partite ufficiali (646). Con 425 partite in Serie A risulta essere 29º nella classifica di presenze in Serie A mentre, grazie alle 178 reti messe a segno nella massima divisione, si apposta al 10º nella classifica dei marcatori della Serie A.
Nel 2004 è stato incluso nella FIFA 100, una lista dei 125 più grandi giocatori viventi, redatta da Pelé e dalla FIFA in occasione delle celebrazioni del centenario della Federazione internazionale, ed è anche risultato 49º nell'UEFA Golden Jubilee Poll, un sondaggio online condotto dalla UEFA per celebrare i migliori calciatori d'Europa dei cinquant'anni precedenti. Inoltre è stato incluso tra i 50 candidati al Pallone d'oro sei volte, classificandosi quarto nel 1995[2] e in quello contestato [3] del 1996.
Occupa la 77ª posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata nel 1999 dalla rivista World Soccer, realizzata tramite un sondaggio fra i lettori.[5] È stato inserito per tre anni consecutivi (1995-1996, 1996-1997, 1997-1998) nella Squadra dell'Anno secondo l'associazione European Sports Magazines. L'Association of Football Statisticians (The AFS), classificando i Più grandi calciatori di sempre, lo ha incluso al 60º posto.[6] Nel 2000 è risultato essere il calciatore più pagato del mondo tra stipendio e introiti pubblicitari.[7]
È uno dei 5 giocatori italiani ad aver segnato più di 300 gol (308 al 17 ottobre 2010) insieme a Filippo Inzaghi, Roberto Baggio, Giuseppe Meazza e Silvio Piola..
Considerato tra i migliori talenti che il calcio italiano abbia mai prodotto,[9] vanta la convocazione per tre Mondiali e quattro Europei.
Caratteristiche tecniche
Fantasista, è un attaccante dotato di un notevole bagaglio tecnico, considerato uno dei più grandi talenti della storia del calcio italiano.[9]. Nato mezzapunta, ha grande abilità nell'uno due, nel dribbling e nell'effettuare assist per i compagni; è inoltre uno specialista nei calci di punizione, con i quali sovente trova l'incrocio dei pali scavalcando la barriera,[10] (viene infatti incluso nel novero dei migliori esecutori in Italia e nel mondo negli ultimi trent'anni)[11] e nei calci di rigore.
Dal punto di vista tattico predilige il ruolo di seconda punta, anche se è in grado di ricoprire diversi ruoli del reparto avanzato. In passato (in particolare con la Nazionale, sotto la guida di Arrigo Sacchi) ha infatti giocato nel ruolo di ala sinistra; ha inoltre agito talvolta anche da trequartista dietro le due punte, mettendo in mostra la sua visione di gioco e le sue qualità di impostazione, ma solo in casi particolari e controvoglia.
Il "gol alla Del Piero"
Nei suoi primi anni alla Juventus, un particolare tipo di gol, realizzato con un tiro a rientrare (a parabola) dal vertice sinistro dell'area di rigore verso l'incrocio dei pali più lontano, realizzato molte volte in sequenza in poche partite (nella stagione 1995-1996, soprattutto durante la prima fase a gironi in Champions League), venne contrassegnato dalla stampa sportiva e dal pubblico come "gol alla Del Piero".
Dopo l'exploit del 1996, ha segnato altre volte in questa maniera, rendendo il "gol alla Del Piero"[20] un termine usato per definire i gol segnati anche da altri giocatori con questo gesto tecnico.
Carriera
Iniziò a tirare i primi calci al pallone nel campo parrocchiale di Saccon in cui si allenava anche di notte grazie a suo padre che gli costruì un piccolo impianto di illuminazione,[27] per poi giocare nella squadra del paese natale San Vendemiano dove, nonostante la giovane età, mise subito in luce la sua bravura, anche se la madre voleva che giocasse in porta, così da sudare di meno e non ammalarsi.[28] Il sacerdote del paese, che fungeva anche da presidente della squadra, parlò del giovane con alcuni dirigenti del Padova, inizialmente invano a causa delle perplessità dovute al fisico minuto ed esile del ragazzo.
Nel 1992 venne acquistato dalla squadra patavina ed inserito nella formazione Allievi. All'età di 16 anni esordì in Serie B sotto la guida di Mauro Sandreani e, il 22 novembre 1992, realizzò la sua prima rete con la maglia del Padova, e prima da professionista, siglando il 5-0 finale ai danni della Ternana.
Considerato fin dall'inizio un predestinato, i maggiori club lo notarono subito e se lo contesero ma, alla fine, nell'estate del 1993 grazie a Giampiero Boniperti venne acquistato dalla Juventus per cinque miliardi di lire, con un ingaggio al giocatore di 150 milioni di lire a stagione più premi a rendere,dopo essere stato rifiutato dal Milan, soddisfacendo così il desiderio del giocatore stesso di voler giocare nella squadra torinese. Nonostante Giovanni Trapattoni lo portò subito in ritiro con la prima squadra, venne inserito nella formazione “Primavera” allenata da Cuccureddu, divenendone subito un leader. Insieme a Fabrizio Cammarata, Christian Manfredini, Lorenzo Squizzi e Jonathan Binotto, guidò la squadra alla conquista del prestigioso Torneo di Viareggio e dello scudetto Primavera.
Esordì in Serie A il 12 settembre 1993, subentrando a Fabrizio Ravanelli al 74º minuto di Foggia-Juventus, terminata poi 1-1, e tre giorni dopo, nella gara dei trentaduesimi di finale della Coppa UEFA contro la Lokomotiv Mosca, fece il suo debutto nelle Coppe europee. Il 19 settembre, una settimana dopo l'esordio in campionato, alla seconda presenza in Serie A, un minuto dopo essere entrato al posto di Ravanelli, realizzò il suo primo gol in bianconero, all'80º minuto di Juventus-Reggiana, contribuendo al 4-0 finale.[34] Nella sua prima stagione in bianconero si ripeté il 13 marzo 1994 contro il Genoa. Il 20 marzo realizzò la prima tripletta della sua carriera, segnando tre dei quattro gol con cui la Juventus batté il Parma al delle Alpi. Solo allora in casa Juventus si capì che il giovane promettente avrebbe dovuto avere più spazio da titolare in squadra dall'inizio del campionato.
Al termine di quella prima stagione in bianconero, in cui si divise tra Primavera e prima squadra, totalizzò 14 presenze tra campionato, Coppa Italia e Coppa UEFA, e realizzò 5 reti, tutte in Serie A con una media di un gol ogni 70 minuti.[32] Nell'estate del 1994 nella Juventus cambiarono i vertici societari, con l'arrivo di Giraudo (amministratore delegato), Bettega (vice presidente) e Moggi (direttore generale). Il presidente era l'avvocato Vittorio Caissotti di Chiusano. La nuova dirigenza operò subito una scelta coraggiosa: affidare la squadra a Marcello Lippi, allenatore giovane, che aveva ben figurato sulle panchine di Napoli ed Atalanta.
L'affermazione
Lippi gli offrì, nella prima annata della sua gestione, l'occasione di proporsi. Gianluca Vialli era il leader di un gruppo affidabile e granitico ed a Roberto Baggio, in ombra a causa di un infortunio, venne preferito proprio Del Piero. Giocò più di Baggio, segnò come lui, ma alla fine mise la sua firma sullo scudetto, riportandolo a Torino dopo nove anni di astinenza, e sulla Coppa Italia.
Il 1994-95 iniziò con un gol al Napoli, mentre il 4 dicembre segnò contro la Fiorentina il gol della vittoria con una prodezza balistica: su un lancio di quaranta metri di Orlando da centrocampo, Del Piero in lieve avvitamento cercò e trovò la battuta morbida, al volo, di collo destro, che corresse con un pallonetto alle spalle di Toldo nel sette; la Juventus vinse 3-2 rimontando da 0-2.[36][37] Una settimana dopo si ripeté segnando una doppietta alla Lazio.[38] Il 13 settembre realizzò il primo gol in Europa, nell'incontro di Coppa UEFA contro il CSKA Sofia terminato 3-2 per la formazione bulgara. Il gol fu vano in quanto la giustizia sportiva europea annullò la partita per posizione irregolare del giocatore bulgaro Petar Mihtarski, assegnando la vittoria per 3-0 a tavolino alla Juventus. Compreso il gol all'Eintracht, in Coppa UEFA il 14 marzo, il primo ufficiale in Europa per lui,complessivamente in quell'annata giocò 50 partite, segnò 10 gol e compì il primo passo importante della sua carriera vincendo il suo primo scudetto con la maglia della Juventus. Debuttò anche in Nazionale nel marzo del 1995, realizzando il primo gol in azzurro pochi mesi dopo.
Nella stagione 1995-1996 la Juventus decise di puntare su di lui e lasciò partire Roberto Baggio, non senza perplessità da parte dei tifosi e degli organi di stampa, riguardo al rischio di puntare tutto su un giocatore che aveva ancora molto da dimostrare.[39] Dopo una rete all'Avellino in Coppa Italia, il 13 settembre realizzò il primo gol in Champions League al Borussia Dortmund, con un tipico "gol alla Del Piero" che diventerà la sua specialità.[40] All'età di 20 anni si ritrovò il numero 10 sulle spalle e guidò la Juventus al trionfo in Champions League, segnando 5 gol nelle prime 5 partite ed uno, il 13º ed ultimo stagionale per lui, nella gara dei quarti di finale contro il Real Madrid il 20 marzo del 1996, che permise alla Juventus di accedere alle semifinali di Champions, trofeo che vincerà in finale a Roma contro l'Ajax. Alla fine della competizione europea aveva realizzato ben 6 reti e fu vice-capocannoniere dell'edizione. Vinse anche la sua prima Supercoppa Italiana contro il Parma, firmando l'assist del gol di Vialli nella partita vinta per 1-0.
Il 1996-97 lo iniziò con il gol decisivo a Perugia. Grazie ad un'altra sua rete, il 20 novembre 1996 la Juventus batté per 1-0 il Manchester United, uno storico successo perché, oltre a ipotecare con un turno di anticipo il passaggio ai quarti di finale di Champions League, fino ad allora nessuna squadra italiana aveva mai vinto nel campo dell'Old Trafford.[41]
La sua popolarità all'estero crebbe anche grazie alla vittoria della Coppa Intercontinentale il 26 novembre 1996, contro i campioni sudamericani del River Plate, che lo rese celebre anche in Giappone, dopo il gol importantissimo da lui stesso segnato che consentì alla Juventus di vincere la seconda Coppa Intercontinentale della sua storia. Il 23 febbraio 1997, contro la Fiorentina, segnò il suo cinquantesimo gol ufficiale in carriera con la maglia bianconera.[42][43] Vinse tra i tanti riconoscimenti anche il Trofeo Bravo 1996, assegnato dal Guerin Sportivo al miglior giocatore under 23 d'Europa.
A febbraio si ripeté contro il Paris Saint-Germain con una doppietta e due assist per la vittoria nella Supercoppa europea; poté così alzare la sua terza coppa internazionale in meno di un anno. Poi si procurò uno strappo muscolare semitendinoso alla coscia destra che lo tenne fermo due mesi.[44][45] Giocò la seconda finale di UEFA Champions League consecutiva entrando al primo minuto del secondo tempo, mentre la Juventus perdeva 2-0 (Lippi aveva preferito tenerlo in panchina dopo l'ennesimo rientro da un infortunio[46]). Appena entrato si mise in luce con il suo 15º ed ultimo gol stagionale, un colpo di tacco al volo con il mancino al Borussia Dortmund, che non evitò la sconfitta ai bianconeri nella finale, persa per 3-1. A fine stagione vinse comunque il suo secondo campionato, siglando 8 gol nonostante i tanti infortuni muscolari.
Il 1997-98 si aprì con una doppietta al Feyenoord in Champions League con la quale eguagliò e superò Paolo Rossi (fermo a 11 reti) nella speciale classifica dei marcatori juventini che hanno segnato di più in Champions, appostandosi al secondo posto e a 5 reti da Platini, primo con 17 marcature.[47] Il 1º ottobre 1997 all'Old Trafford si rese autore di un gran gol realizzato al Manchester United che ammutolì l'intero stadio, il terzo gol più veloce nella storia della Champions, segnato dopo 20 secondi e 12 centesimi; la partita terminò 3-2 per il Manchester.[48] Il 21 dicembre del '97, realizzò contro l'Empoli la sua seconda tripletta e, un'altra ancora, il 1º aprile 1998, contro il Monaco, la prima in Champions League. Il 24 aprile segnò all'Inter il gol decisivo che valse lo scudetto, vinto tra le polemiche per un presunto rigore negato a Ronaldo.
Giocò la stagione 1997-1998 (la sua più prolifica) ad altissimo livello, chiudendo con 32 gol in stagione, di cui 21 in campionato e 10 in Champions League, di cui fu capocannoniere, ed uno in Coppa Italia. Con le 32 realizzazioni si piazzò al secondo posto nella classifica delle reti segnate in una sola stagione nella storia della Juventus, dietro a Borel II, primo con 34. Vinse il campionato ai danni dell'Inter di Ronaldo, la Supercoppa Italiana e trascinò la Juventus in finale di Champions League segnando 5 gol nel fase a gironi ed altri 5 nella fase ad eliminazione diretta, realizzandone uno nella gara di andata dei Quarti nell'1-1 contro la Dinamo Kiev e ben 4 in semifinale contro il Monaco, tra il match di andata (dove superò Michel Platini nella classifica marcatori juventini in Champions di tutti i tempi diventando il calciatore bianconero che ha segnato di più in questa competizione) e quello di ritorno, laureandosi miglior marcatore della competizione [49] nonostante la sconfitta per 1-0 grazie a un gol di Mijatovic in netto fuorigioco patita in finale contro il Real Madrid,[50] giocata in precarie condizioni fisiche a causa di un precedente infortunio.[51]
La grande annata disputata nel 1998 gli valse il primo Oscar del calcio AIC come migliore calciatore italiano.[52]
L'infortunio e il momentaneo appannamento
Il 1998-1999 lo cominciò con un gol alla Lazio nella Supercoppa italiana, che non bastò alla Juventus per vincere il trofeo, e proseguì con due reti in campionato contro Vicenza e Inter, battuta 1-0.
Un giorno prima del suo compleanno, l'8 novembre 1998, al 92' della partita Udinese-Juventus, si infortunò gravemente al ginocchio sinistro,[53] riportando la lesione del legamento crociato anteriore e posteriore che lo costrinse all'intervento chirugico negli Stati Uniti e a rimanere fermo per 9 mesi,[54] dopo la burrascosa estate con due gol in campionato ed uno in Supercoppa italiana in appena 8 partite giocate. L'episodio fece da spartiacque alla sua carriera, fino ad allora ricca di soddisfazioni. La Juventus finì la stagione con l'abbandono di Marcello Lippi (dopo la sconfitta interna contro il Parma) ed il settimo posto in campionato. Intanto, il 29 giugno, dopo una lunga e difficile trattativa legata all'ingaggio e ai diritti di sfruttamento della sua immagine,[55][56] firmò il rinnovo del contratto, con un prolungamento fino al 2004 ed un adeguamento economico dell'accordo, che venne portato a 10 miliardi di lire contro i 3,5 che guadagnava prima.[57][58]
Ritornò sui campi di calcio nella stagione successiva, con Carlo Ancelotti in panchina. Il campionato ormai era compromesso e l'avventura in Champions terminata contro il Manchester United, capace di rimontare al Delle Alpi il doppio svantaggio firmato da Inzaghi. Ai bianconeri sfuggi anche la qualificazione diretta alla Coppa UEFA, ottenuta poi tramite la vittoria in Intertoto: proprio in estate, durante questo torneo, Del Piero tornò in campo ed al gol. Il primo incontro ufficiale che disputò nell'estate del 1999 fu la semifinale di ritorno della Coppa Intertoto,[59] giocata il 4 agosto contro il Rostov e vinta 5-1: subentrò a Kovačević al decimo minuto del secondo tempo e un quarto d'ora più tardi realizzò l'assist per Inzaghi ed al 31º il suo primo gol dopo l'infortunio. Nella finale della competizione vinta contro il Rennes mise a segno quattro assist, due nel match di andata finito 2-0 e due in quello di ritorno finito 2-2, incidendo pesantemente sulla vittoria.[60][61] Nelle tre gare disputate realizzò cinque assist ed un gol. Poi segnò all'Omonia Nicosia in Coppa UEFA. Durante la stagione non giocò agli stessi livelli a cui aveva abituato in passato per via della famosa «legge della flessione» che colpisce i reduci dai grandi infortuni.[62] La stampa non risparmia colpi, dichiarando che il meglio della sua carriera è già trascorso. Riuscì a segnare solo 12 gol stagionali: 9 in campionato, di cui però 8 su rigore, intervallati da uno su azione in Coppa Italia alla Lazio, e fornì oltre 20 assist. L'allenatore Ancelotti fu spesso criticato per la sua insistenza nel far giocare il numero 10 bianconero, da molti giudicato un calciatore finito e incapace di tornare a giocare ad alti livelli.[63] Il 7 maggio 2000 segnò il suo unico gol su azione, di testa, in campionato al Parma,[64] nella penultima giornata ma lo scudetto andò alla Lazio, in vantaggio di un solo punto rispetto alla Juventus.
Il 2000-2001 si aprì con un gol decisivo al Napoli il 30 settembre, poi si fermò ancora per problemi muscolari.
Il 18 febbraio 2001, durante la partita Bari-Juventus, segnò un gran gol che lo portò ad esultare con un pianto liberatorio ed una dedica al padre, venuto a mancare pochi giorni prima.[66] Questo episodio rappresentò un nuovo spartiacque nella sua carriera: gioca un ottimo finale di stagione e da quel momento trovò nuovamente fiducia nei propri mezzi.
Con un colpo di testa vincente contro la Roma, il 5 maggio segnò il gol che sbloccò la partita, illudendo la Juventus di completare la rimonta in campionato sui giallorossi, in quanto la squadra arrivò ancora al secondo posto.
Il ritorno di Marcello Lippi e la rinascita
Fu proprio sotto la guida di Marcello Lippi, tornato sulla panchina della Juventus, che si rivide il miglior Del Piero. Segnò 21 reti nella stagione 2001-2002, iniziata alla grande. Il 26 agosto la Juventus al "Delle Alpi" incontrò il Venezia, surclassato dalla doppietta di Trezeguet, promosso titolare, e da quella di Del Piero che, nel primo e secondo tempo, raggiunse e superò un traguardo storico: 100 gol in maglia bianconera. La doppietta nel derby al Torino non bastò alla Juventus per vincere: il Toro infatti rimontò 3 gol. Nella sua carriera, ha realizzato 4 reti nei derby. Il 31 ottobre del 2001, nell'incontro di Champions League perso contro il Celtic Glasgow 4-3, realizzando il gol dello 0-1 con una splendida punizione, segnò il 27º gol in campo europeo, superando il record di marcature nelle Coppe europee con la maglia bianconera precedentemente appartenuto a Roberto Bettega. Il 23 novembre, sempre in Champions, trasformò in rete una punizione al Porto, mentre in campionato, il 9 dicembre, segnò il gol del pareggio contro il Milan.
Nell'ultima giornata di campionato, il famoso 5 maggio 2002, grazie al passo falso dell'Inter che perse 4-2 con la Lazio ed alla vittoria della Juventus contro l'Udinese per 2-0, in cui prima realizzò l'assist per Trezeguet e poi il gol del definitivo 2-0, vinse il suo quarto scudetto, 26º nella storia della Juventus, contribuendo con 16 realizzazioni ed una buona somma di assist per il suo compagno di reparto. In quell'anno insieme a Trezeguet registrò il record come coppia d'attacco più prolifica d'Europa, 40 gol in due[69] (24 gol il franco-argentino, che gli valsero il primato nella classifica marcatori, insieme a Dario Hubner, e 16 suoi). Ricevette il premio speciale degli Oscar del calcio AIC come Calciatore più amato del 2001 dai tifosi.
Nel 2002-2003 si mise in luce ancor più che nella stagione precedente, realizzando 23 gol e diverse doppiette decisive. L'inizio fu estremamente prolifico, con 10 gol in 6 partite: prima una doppietta al Parma per vincere 2-1 la Supercoppa Italiana il 25 agosto, poi ancora due gol all'esordio in campionato all'Atalanta e infine un'altra doppietta all'Empoli una settimana più tardi. L'ennesima doppietta stagionale la segnò alla Roma in campionato. Il martedì successivo andò a segno in Europa nel 5-0 contro la Dinamo Kiev, il sabato realizzò il 2-2 in extremis con il Parma. La serie positiva si chiuse con una doppietta per il 2-0 al Newcastle. Il 19 ottobre 2002, con un gol all'Inter, arrivò a quota 131 gol con la maglia della Juventus, eguagliando Pietro Anastasi. Il 17 novembre sbloccò la partita con un gran gol al volo di tacco nel derby torinese, vinto per 0-4.
Il 26 gennaio 2003, due giorni dopo la morte di Gianni Agnelli, la Juventus giocava in casa contro il Piacenza e realizzò un gol da antologia, poi dedicato all'"avvocato", deviando in rete un cross di Zambrotta con un tocco al volo di esterno-tacco.[70][71][72]
Nello scontro diretto con la principale rivale per la lotta scudetto, il Milan, la Juventus vinse 2-1 in casa e Del Piero servì prima l'assist per Di Vaio e poi per Thuram. Nella partita Juventus-Brescia vinta 3-1, realizzò il gol numero 100 in Serie A. In Champions League realizzò 5 reti, la più importante (23ª e ultima stagionale) fu quella splendida segnata in semifinale di ritorno contro il Real Madrid il 14 maggio, oltre a fornire l'assist a Trezeguet per il momentaneo 2-0. Partita poi finita 3-1 per i bianconeri, che ribaltarono la sconfitta incassata all'andata per 2-1.[73][74][75] Dopo aver vinto il quinto scudetto, nella prima finale tutta italiana della storia,[73] il 28 maggio la Juventus venne sconfitta ai calci di rigore dal Milan. Del Piero in questa stagione segnò 23 gol, dei quali almeno 14 decisivi per l'esito finale della partita, tra cui sei doppiette.
Anche il 2003-2004 cominciò bene per lui, che realizzò una doppietta all'esordio in campionato con l'Empoli. Il 18 dicembre, con il gol al Siena, arrivò a quota 150 reti realizzate con la maglia della Juventus ed un mese dopo, ancora al Siena, rifilò la quarta tripletta in carriera.
Durante la stagione fu tormentato dagli infortuni, realizzando così 8 gol in campionato e assistendo all'eliminazione della Juve dalla Champions League negli ottavi di finale contro il Deportivo la Coruna. Vinse però la Supercoppa Italiana contro il Milan ai rigori (fu sostituito al 65' da Di Vaio), e perse la finale di Coppa Italia, dopo aver realizzato un gol negli ottavi contro il Siena, uno in semifinale a San Siro contro l'Inter ed uno inutile in finale contro la Lazio, persa 4-2 (2-0 all'Olimpico per i laziali e 2-2 a Torino). In questa stagione, amara di soddisfazioni, riuscì a segnare comunque 14 reti.
L'arrivo di Fabio Capello e la gestione part-time
Con un gol al Djurgårdens,[76] nei preliminari di Champions, iniziò il 2004-2005, mentre il 3 novembre, nella partita Bayern Monaco-Juventus, sbloccò il risultato con un gol decisivo per la vittoria.[77] Il 9 gennaio contro il Livorno andò il gol sbloccando la partita e raggiungendo Felice Borel II, fermo a quota 163 reti con la Juventus.[78] Sempre in Champions, contro il Maccabi segnò il gol del pareggio juventino. Il gol che segnò all'Atalanta, il 30 gennaio 2005, fu il 167º con la Juventus con cui raggiunse Omar Sivori.[79]
In quella stagione il ruolo di titolare fisso nella Juventus venne messo in discussione dall'arrivo di Ibrahimovic e soprattutto di Fabio Capello, che spesso lo relegò in panchina[80] e con il quale il giocatore non ebbe mai un rapporto ottimale dal punto di vista delle scelte tecniche.[81][82][83]
Riuscì comunque a segnare 14 gol in campionato, più una serie di assist per i compagni di squadra, come quello decisivo in rovesciata per la testa di Trezeguet[84] a San Siro l'8 maggio del 2005 nella importattissima vittoria per l'assegnazione dello scudetto sul Milan per 1-0,[85] e 3 in Champions League, concludendo la stagione con un computo totale di 17 reti segnate. Il 29 maggio segnò al Cagliari il gol che sbloccò la partita, vincendo poi lo scudetto che sarà in seguito revocato. Nella X edizione del "Premio San Siro Gentleman per la Stagione 2005", vinse il Premio Speciale USSI Calciatore Gentleman Nazionale.[86]
Iniziò bene il 2005-2006 realizzando una doppietta decisiva contro l'Ascoli ed un gol al Messina. La rete al Livorno del 6 novembre fu la numero 178 in bianconero, con cui raggiunse Roberto Bettega. Con i gol al Bruges in Champions, al Treviso e con la doppietta al Rapid Vienna arrivò a quota 182 gol con la Juventus: raggiunse così Boniperti. Il 10 gennaio 2006 nel ritorno degli ottavi di finale di Coppa Italia, con i tre gol alla Fiorentina, quinta tripletta in carriera, superò il record di Boniperti e salì a quota 185 reti diventando il miglior cannoniere di sempre nella storia della Juventus.[87] Segnò il gol decisivo alla Reggina, poi una doppietta alla Roma in Coppa Italia. Il campionato della Juventus si chiuse con la rete alla Reggina e le feste per un altro scudetto, che poi, in seguito allo scandalo Calciopoli, verrà assegnato dalla FIGC all'Inter, terza in campionato.
Segnò 20 gol, dei quali 12 in campionato, memorabile quello su punizione segnato a San Siro contro l'Inter il 12 febbraio 2006 che lanciò la Juventus verso la conquista dello scudetto,[88] 3 in Champions League e 5 in Coppa Italia, che lo laurearono capocannoniere della competizione.
Il 7 maggio 2006, nel corso del fine partita di Juventus-Palermo, in occasione dell'XI edizione del "Premio San Siro Gentleman" gli fu assegnato oltre al Premio San Siro Gentleman 2006 Serie A TIM anche la Coppa d'Argento Premio Speciale Gentleman 2006 che è un prestigioso attestato di consenso e massimo premio allo sport conferito dal Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi.[89]
Il posto in Nazionale restava in dubbio a causa delle buone prestazioni di altri bomber italiani,[90] ma ottenne ugualmente la convocazione per il Mondiale dato che in quei due anni, nonostante tutto, in totale nella "gestione Capello" segnò 37 gol, vinse due campionati, poi annullati dalla giustizia sportiva, e con la maglia azzurra fornì prestazioni tali, arricchite da 2 gol e 7 assist, da convincere il c.t. Marcello Lippi a portarlo con se in Germania.
La retrocessione in Serie B e l'arrivo di Deschamps
In seguito alla retrocessione in Serie B della Juventus, con 17 punti di penalizzazione,[91] decisa dalla sentenza relativa a "Calciopoli", fu tra i pochi campioni della rosa che non lasciò la società e la cui permanenza non venne mai messa in discussione,[92] anche nell'ottica di un possibile futuro da dirigente del club. Gli si presentò dunque la nuova sfida di riportare in massima serie la propria squadra in qualità di neo campione del mondo.
All'esordio stagionale ufficiale, il 23 agosto nel secondo turno di Coppa Italia, realizzò il gol decisivo per la vittoria 2-1 sul Cesena, dopo solo 10 secondi dal suo ingresso in campo.[93] Si ripeté anche nel turno successivo contro il Napoli, ma i suoi 2 gol non bastarono per passare il turno alla Juventus, che venne sconfitta dai partenopei ai rigori.[94]
Tredici anni dopo l'ultima esperienza con il Padova, il 9 settembre 2006 giocò contro il Rimini la sua prima partita in Serie B con la maglia della Juventus, che pareggiò 1-1. Sette giorni più tardi, sabato 16 settembre, scese in campo per la 500ª partita ufficiale tra i professionisti, di cui 486 con la Juventus e 14 con il Padova. In tale circostanza segnò il primo gol nel campionato cadetto con la maglia bianconera che sancì la vittoria per 2-1 contro il Vicenza, prima vittoria del club torinese nel torneo ed il 28 ottobre segnò il suo duecentesimo gol in maglia bianconera contro il Frosinone debuttante in Serie B, entrando definitivamente nella storia del club torinese.[95] Per tutto il girone di andata trascina la Juventus oltre i punti di penalizzazione, sempre più in alto fino in testa alla classifica.
Il 6 dicembre 2006 gli viene inoltre consegnato il Premio nazionale "Giuseppe Prisco",[96] che viene assegnato al calciatore che maggiormente ha contribuito, con il proprio comportamento responsabile ed equilibrato, alla serenità del campionato, accettando sportivamente la sconfitta e sdrammatizzando gli episodi controversi.[97]
Il 20 gennaio 2007, nel corso di Juventus-Bari, tagliò un traguardo che solo altri due grandi calciatori del passato, Scirea e Furino, erano riusciti a raggiungere, quello delle 500 partite ufficiali giocate in maglia bianconera. La partita terminò 4-2 e celebrò il suo record con un gol e due assist decisivi per Trézéguet e Nedvěd.[98] Gli venne consegnata una targa in onore delle cinquecento partite ed il modellino del nuovo modello della FIAT 500 personalizzata per l'importante l'occasione.[99] Il 25 febbraio vinse il Telegatto 2007 nella categoria sport in qualità di Miglior sportivo.[100]
Il 17 febbraio 2007, contro il Crotone, segnò una tripletta e 15 giorni dopo ne fece altri tre al Piacenza. Chiuse il campionato con due doppiette, una al Bologna ed una il 19 maggio quando fu grande protagonista della vittoria 1-5 sull'Arezzo, con cui la Juventus ottenne con tre giornate di anticipo la matematica certezza del ritorno in Serie A, con 2 reti e 2 assist.[101] Alla fine del campionato, il 10 giugno, i suoi gol in totale furono 20 e gli consentirono di vincere il titolo di capocannoniere del campionato.
Il ritorno in Serie A sotto la guida di Claudio Ranieri
Nel 2007-2008 concesse il bis tra i cannonieri, stavolta in Serie A, iniziando la scalata della classifica marcatori con un gol al Cagliari alla seconda giornata di campionato. Il 3 settembre successivo venne premiato con il Golden Foot 2007, piazzandosi davanti a Roberto Carlos e David Beckham.[102] Ormai bandiera della Juventus, il 15 ottobre rinnovò il contratto fino al 2010, con una riduzione dell'ingaggio a 4 milioni di Euro per il primo anno e 3,5 per il secondo.[103]
Il 25 novembre, segnò una doppietta al Palermo, battuto con un 5-0, e, il 15 dicembre, un'altra doppietta decisiva alla Lazio, squadra tra le sue vittime preferite con 12 gol, tanti quanti ne ha segnati al Parma e al Siena in carriera. Nel gennaio del 2008 i gol furono ben 5: contro Catania in campionato, Empoli ed Inter in Coppa Italia, Livorno ed ancora in Coppa all'Inter. Sabato 22 marzo, nella partita Inter-Juventus finita 2-1 per i bianconeri valevole per la trentesima giornata di Serie A, eguagliò il record di Gaetano Scirea raggiungendo le 552 presenze con la maglia bianconera,[104] mentre il 6 aprile, giocò la partita numero 553, segnando un'altra doppietta al Palermo inutile in quanto i siciliani vinsero 3-2, e diventò il calciatore con più presenze nella storia della società torinese.[105] Il 12 aprile segnò un gol al Milan che sbloccò la partita poi vinta per 3-2, mentre otto giorni dopo segnò altri 3 gol sul campo dell'Atalanta. Sono otto le sue triplette in carriera: sei in campionato tra Serie A e Serie B e due nelle Coppe. In Juventus-Catania, salvò la propria squadra dalla sconfitta, pareggiando nei minuti finali.
Prima dell'ultima partita di campionato, che vedeva la Juventus confrontarsi con la Sampdoria a Marassi il 17 maggio, annunciò di voler vincere il titolo di capocannoniere insieme al compagno di squadra Trezeguet, con cui era fermo a 19 realizzazioni.[106] Dopo aver aperto le marcature al sesto del primo tempo, al 15º minuto subì un fallo per cui venne concesso un rigore che, fedele al suo proposito, lasciò battere al compagno di squadra che, trasformandolo, lo raggiunse in vetta alla classifica marcatori. Successivamente però, dopo un'insistita azione personale, venne nuovamente atterrato in area al 68º, guadagnò un nuovo calcio di rigore di cui si incaricò direttamente e la cui trasformazione gli valse la vetta solitaria della classifica marcatori.[107]
Nella stagione 2007-2008 portò la sua Juventus ad un inatteso terzo posto in classifica e terminò quindi aggiudicandosi per la prima volta il primo posto nella classifica capocannonieri di serie A con 21 gol segnati, una lunghezza di vantaggio sul compagno di squadra David Trezeguet e due sulla rivelazione del campionato, il genoano Marco Borriello, e diventò il secondo giocatore in Italia ad essere riuscito in due anni consecutivi a vincere questa classifica in Serie B ed in Serie A, record fino a quel momento detenuto solo da Paolo Rossi, che lo conquistò con la maglia del Lanerossi Vicenza tra le stagioni 1976-1977 e 1977-1978.
Durante la preparazione estiva della Juventus della stagione 2008-2009 partecipò alla tournée inglese, nella quale disputò la Emirates Cup contro Amburgo e Arsenal, ed ha partecipato all'amichevole di prestigio contro il Manchester United dove ben figurò e ricevette l'ovazione dei 70 mila spettatori presenti all'Old Trafford.[48]
Il ritorno in Champions League e la lotta per lo scudetto
Nella stagione 2008-2009, dopo oltre due anni di assenza, tornò a disputare la UEFA Champions League, passando attraverso la fase preliminare. Nella gara di andata del terzo turno, il 13 agosto 2008, all'Olimpico di Torino la Juventus affrontò gli slovacchi dell'Artmedia Bratislava ed realizzò il gol del raddoppio con un destro a giro sul secondo palo dal limite dell'area.[108] Il 17 settembre, nel primo incontro della fase a gironi, segnò contro lo Zenit San Pietroburgo un gol su punizione da 38 metri di distanza che decretò la vittoria dei bianconeri per 1-0,[109] mentre il 21 ottobre, nel terzo turno della prima fase a gironi, concluse una triangolazione con Amauri con una parabola a girare da fuori area, segnando il primo dei due gol che hanno decretato la sconfitta del Real Madrid.[110] Si ripeté nella gara di ritorno del 5 novembre al Santiago Bernabéu, realizzando entrambe le reti della vittoria della Juventus sul Real, diventando il primo giocatore di una squadra italiana a segnare una doppietta nello stadio spagnolo[111] ed incantando il pubblico, che gli tributò una standing ovation al momento dell'uscita dal campo.[112]
« Certo che Del Piero non invecchia vera mente mai »
(Diego Armando Maradona dopo Real Madrid-Juventus del 2008[)
Il 9 novembre nella partita vinta dalla Juventus 2-0 al Bentegodi contro il Chievo Verona, realizzò il gol dello 0-1 con una punizione da 25 metri ed a fine partita ha ricevuto la seconda standing ovation in quattro giorni, proprio il giorno del suo 34º compleanno. Il 29 novembre in Juventus-Reggina, 14ª giornata del campionato di Serie A, segnò il 250º gol con la maglia bianconera, realizzando il rigore del definitivo 4-0.[114] Secondo un sondaggio svolto verso la fine del 2008 dal Tg1, è risultato il migliore atleta italiano dell'anno.[115] Chiuse il 2008, il suo anno più prolifico, con 28 gol realizzati di cui 20 in serie A, che lo hanno laureato capocannoniere dell'anno solare.[116][117] Il 19 gennaio 2009, venne premiato dall'Associazione Italiana Calciatori con tre Oscar del calcio in qualità di miglior calciatore italiano, miglior cannoniere dell'anno solare 2008 e come calciatore più amato dal pubblico.[118]
Il 10 marzo, nella partita di ritorno degli ottavi di Champions Juventus-Chelsea, segnò il gol del momentaneo 2-1 per i bianconeri, che verranno poi eliminati dalla competizione.[119] Inoltre siglò la sua 115ª presenza nelle coppe internazionali, 111ª se si contano solo le Coppe europee, con la maglia della Juventus, entrambi record assoluti. Chiuse la stagione in Champions League con 5 gol[120] in 8 presenze (più uno realizzato nei preliminari). Fino ad ora ha segnato in carriera 9 gol nelle fasi ad eliminazione diretta, 33 nei gironi, 2 ai preliminari. Inoltre, dopo Filippo Inzaghi, è il calciatore italiano con più realizzazioni in questa competizione, 44 in totale.
Il 10 maggio a San Siro contro il Milan nella partita terminata 1-1, entrò a 20 minuti dalla fine siglando così la sua seicentesima presenza con la maglia della Juventus, record assoluto.[121] Una settimana dopo, il 17 maggio, con 397 presenze in Serie A in maglia bianconera, eguagliò Gaetano Scirea. Il 24 maggio nella partita vinta 0-3 contro il Siena, realizzò una doppietta e l'assist per Marchisio, arrivando così a quota 21 reti stagionali di cui: 8 su punizione, 9 su azione, 4 su rigore. Il 31 maggio gli venne consegnato allo Stadio Olimpico di Torino il Pallone d'argento come riconoscimento al calciatore più corretto del 2008-2009.[122]
Il 17 luglio rinnova la sua permanenza in bianconero fino al 2011, firmando il contratto per un anno in più rispetto alla precedente scadenza fissata per il 2010.[123]
La stagione fallimentare del 2009-2010
A causa di un infortunio muscolare alla coscia sinistra, provocato da una botta alla schiena rimediata in allenamento a metà agosto, ha saltato le prime 6 partite stagionali. Debutta in campionato il 27 settembre 2009 in casa con il Bologna (1-1) entrando in campo nei minuti finali e tagliando il traguardo di 400 presenze in serie A.[124][125] Si infortuna di nuovo il 1º ottobre provocandosi in allenamento una distrazione muscolare di primo/secondo grado alla coscia sinistra, la stessa del precedente infortunio.[126] Durante l'attesa per il ritorno in campo presenta il suo nuovo sito ufficiale e il 12 novembre 2009 riceve il "Premio Internazionale Sport e Civiltà - Ambasciatore dello Sport".[127] Torna in campo il 22 novembre con l'Udinese nella vittoria per 1-0 accolto da continue ovazioni dei propri tifosi.[128][129] A metà stagione, a causa di alcuni infortuni, conclude il girone d'andata senza segnare alcuna rete; questa è stata la prima volta da quando milita nella squadra bianconera Juventus.[130] Dopo diverse panchine torna al gol agli ottavi di Coppa Italia col Napoli il 13 gennaio 2010, segnando una doppietta decisiva per il passaggio del turno.[131] Segna il primo gol stagionale in campionato nella sconfitta con la Roma all'Olimpico di Torino con un gran sinistro al volo sul palo opposto da posizione defilata.[132]
La domenica successiva la Juventus pareggia con la Lazio e Del Piero trasforma il rigore dell' 1-0 procurato da lui stesso, è il primo gol con in panchina Zaccheroni.[133] Il 14 febbraio trascina la Juventus nella vittoria per 3-2 sul Genoa, siglando una doppietta che vale la prima vittoria per Zaccheroni.[134] Il 14 marzo 2010 segna il gol numero 300 nella sua carriera e successivamente il 301 anche se la Juventus pareggia 3-3 contro il Siena dopo essere passata in vantaggio di tre gol in 10 minuti. È così diventato il quinto italiano di sempre a raggiungere questo traguardo dopo Meazza, Piola, Roberto Baggio e Filippo Inzaghi, tutti giocatori che in passato hanno giocato nella Juventus.
Nonostante sia stato tartassato dagli infortuni e abbia di fatto giocato meno di mezza stagione, riesce comunque a divenire capocannoniere stagionale della squadra con 11 reti complessive.
La stagione della nuova era Delneri 2010-2011
Il 29 luglio 2010 esordisce ufficialmente giocando gli ultimi 10 minuti nel preliminare di Europa League contro lo Shamrock Rovers. All'ingresso in campo i tifosi irlandesi gli tributano una standing ovation.[135][136] Il 5 agosto 2010, nella gara di ritorno disputatasi a Modena, dopo essere subentrato a Diego nell'intervallo, mette a segno il gol dell'1-0 finale con una punizione da 33 metri, un destro molto potente che si insacca all'incrocio dei pali.[137][138] . il 19 agosto 2010 entra al posto di Diego gli ultimi 20 minuti nella 1° partita del 2° preliminare di Europa League mette a segno l'assist decisivo per Amauri che chiude il match sull'1-2 contro lo Sturm Graz al 91º minuto. Nel ritorno dei play-off di Europa League, la Juventus conquista l'accesso alla fase a gironi grazie all'1-0 maturato sul campo contro lo Sturm Graz ad opera di Del Piero con un gran gol all'incrocio dei pali.[139] Si ripete ancora in Europa League prima con un assist dal corner per Giorgio Chiellini per il momentaneo 2-2 e poi con un gran gol di sinistro dai 25 metri contro il Lech Poznań per il momentaneo 3-2.[140]. Segna il suo primo gol stagionale in serie A e il suo 178° della carriera, raggiungendo Boniperti, il 17 ottobre contro il Lecce, giocando dieci minuti e siglando il 4-0 con un tiro di sinistro dopo aver dribblato un difensore con il destro[141].
Nazionale
Ha vestito 91 volte la maglia della Nazionale segnando 27 reti, miglior marcatore azzurro in attività e quarto di sempre, a pari merito con Roberto Baggio. Ha fatto parte della selezione che ha vinto il Mondiale di calcio disputatosi in Germania, realizzando una rete nella semifinale contro i tedeschi,[142] padroni di casa, e segnando uno dei rigori decisivi per la conquista del titolo nella finale contro la Francia.[143]
Nazionali giovanili
Nel 1991 fu convocato nella Nazionale giovanile Under-17 per partecipare al Mondiale di categoria. Giocò le 3 partite del gruppo A contro USA, Cina ed Argentina, realizzando una rete contro gli asiatici.
Tra il 1992 ed il 1993 giocò 14 partite con l'Under-18, segnando 12 reti.
Il 20 gennaio 1993, quando ancora militava nel Padova, esordì nella selezione Under-21 di Cesare Maldini, nell'amichevole vinta 1-0 contro la Romania. Nel 1994 partecipò alle qualificazioni all'Europeo Under-21, giocando anche la gara di ritorno dei quarti di finale contro la Cecoslovacchia in cui realizzò il primo gol con gli azzurrini. Giocò anche alcune partite di qualificazione all'Europeo successivo, disputando entrambe le gare dei quarti di finale contro il Portogallo. In totale vestì in 12 occasioni la maglia dell'Under-21 realizzando 3 reti, quella contro la Cecoslovacchia e due il 21 febbraio 1996 in amichevole contro l'Ungheria.
Nazionale A
Esordì nella Nazionale maggiore sotto la guida di Arrigo Sacchi a 20 anni, il 25 marzo 1995 in Italia-Estonia 4-1, mentre il primo gol lo segnò il 24 gennaio 1996 a Terni in Italia-Galles 3-0.[144] Il 10 settembre 2008, contro la Georgia nella gara di qualificazione ai Mondiali 2010, disputa il suo ultimo incontro con la maglia azzurra.
Inghilterra 1996
Nel 1996 fu convocato dallo stesso commissario tecnico di Fusignano per il Campionato europeo in Inghilterra, a cui partecipò con il numero 14. Nella breve avventura degli azzurri, conclusasi al primo turno, fu impiegato solamente nella gara inaugurale, giocata l'11 giugno ad Anfield (Liverpool) contro la Russia, come esterno di centrocampo, uscendo alla fine del primo tempo per far posto a Roberto Donadoni.[145]
Torneo di Francia 1997
L'anno successivo fece parte della selezione del nuovo c.t Cesare Maldini che giocò il "Torneo di Francia", competizione amichevole svoltasi dal 3 all'11 giugno 1997 ed organizzata dalla federazione francese come banchetto di prova del mondiale che si sarebbe tenuto l'anno dopo, partecipandovi con il numero 20. Oltre ad Italia e Francia, Brasile ed Inghilterra erano le altre due squadre che si affrontarono nel torneo. Delle tre gare previste, giocò contro i brasiliani nella seconda giornata, realizzando due reti nel 3-3 finale, e contro i francesi nella terza, realizzando al 90º minuto la rete del definitivo 2-2. I tre gol realizzati gli permisero di laurearsi capocannoniere della competizione, che fu vinta dalla Nazionale inglese.
Francia 1998
Nel 1998 venne convocato, ancora da Maldini, per il Mondiale tenutosi in Francia, dopo la stagione brillante con la Juventus, terminata con 21 reti in campionato e 10 in Champions League, per cui scelse il numero 10. L'infortunio muscolare che patì pochi giorni prima dell'inizio della competizione mondiale, nella finale della Champions contro il Real Madrid, lo fece arrivare in condizioni di forma precarie e favorì Roberto Baggio, il cui stato di forma eccezionale contribuì a schierare gran parte della stampa a suo favore. Esordì nella seconda gara della fase a gironi, il 17 giugno nel 3-0 dell'Italia sul Camerun, subentrando a Baggio al 65º minuto.[146] Nella terza partita del Gruppo B contro l'Austria, partì titolare, ma lasciò il posto al 72º minuto a Baggio, che al 89º segnò il secondo gol azzurro.[147] Giocò titolare anche nelle due seguenti gare, l'ottavo di finale vinto 1-0 contro la Norvegia[148] ed il quarto perso ai rigori 3-4 contro la Francia, in cui si ripeté la staffetta con Baggio.[149] Terminò quindi la sua prima competizione mondiale con 4 presenze e 2 assist.
Belgio-Olanda 2000
Nell'estate del 2000 fu scelto dal nuovo c.t. Dino Zoff per il Campionato europeo in Belgio ed Olanda, a cui partecipò ancora con il numero 10 sulle spalle, nonostante fosse da poco rientrato da un infortunio. Debuttò l'11 giugno nella prima gara del Gruppo B, la vittoria dell'Italia sulla Turchia 2-1, subentrando a 15 minuti dal termine a Fiore.[150] Partì dalla panchina anche il 14 giugno nella seconda gara, vinta 2-0 contro il Belgio, subentrando a Totti nel corso della ripresa.[151] Mentre nell'ultima partita del girone contro la Svezia scese in campo dal primo minuto, fornendo l'assist a Di Biagio per il momentaneo 1 a 0 e realizzando all'88º il gol del definitivo 2-1, con un gran tiro che si infilò all'incrocio dei pali della porta di Magnus Hedman dopo aver scartato due uomini.[152] Nella gara dei Quarti di finale contro la Romania partì dalla panchina, alternandosi ancora un volta con Totti, a cui subentrò al 75º minuto, a risultato ormai acquisito.[153] Nella semifinale contro i padroni di casa dell'Olanda partì titolare al posto di Totti e giocò tutti i 120 minuti, sacrificandosi come terzino a causa dell'espulsione di Zambrotta, avvenuta nel primo tempo regolamentare.[154]
Nella finale persa contro la Francia subentrò a Fiore al 53º minuto, due minuti prima che l'Italia passasse in vantaggio. Successivamente fallì il gol del raddoppio al 59º quando, liberato da Totti, calciò a lato davanti a Barthez ed il possibile golden gol al nono minuto del primo tempo supplementare.[155]
Corea del Sud-Giappone 2002
Nel 2002 venne convocato per il suo secondo Mondiale, giocato in Corea del Sud e Giappone, dal commissario tecnico Giovanni Trapattoni, per cui vestì il numero 7, che lo accompagnerà anche nelle competizioni degli anni successivi. Anche durante questa edizione visse la staffetta con l'altro fantasista della squadra, Francesco Totti, e già nella prima gara del gruppo G, giocata il 3 giugno contro l'Ecuador e vinta 2-0, subentrò al romanista a 16 minuti dal termine.[156] Rimase in panchina per tutti i 90 minuti della seconda partita, persa contro la Croazia 2-1,[157] mentre nella terza, giocata il 13 giugno contro il Messico, entrò al posto di Totti a 12 minuti dal termine, segnando all'85º il decisivo gol del definitivo pareggio,[158] dedicato alla memoria del padre scomparso da poco, che mise al sicuro per l'Italia la qualificazione agli Ottavi. Nella prima gara della fase ad eliminazione diretta, giocata contro i padroni di casa della Corea del Sud, partì titolare insieme a Totti e venne sostituito da Gattuso al 61º minuto, sull'1-0 per gli azzurri. Seol Ki-Hyeon all'88º ed Ahn Jung-Hwan al 119º ribaltarono il risultato e condannarono l'Italia all'eliminazione. Terminò il suo secondo Mondiale con 89 minuti giocati in 3 gare ed una rete, la prima in questo tipo di competizione.
Portogallo 2004
In sei partite delle qualificazioni al Campionato europeo del 2004 andò a segno cinque volte e venne convocato per la competizione giocata in Portogallo da Trapattoni. Partì titolare in tutte le tre gare del Gruppo C: nella prima, 0-0 contro la Danimarca, giocò insieme a Totti alle spalle di Vieri, e venne sostituito al 64º minuto da Cassano;[159] nella seconda, pareggiata 1-1 contro la Svezia, affiancò lo stesso Cassano a supporto di Vieri. Durante la gara ebbe due buone occasioni, ma la difesa svedese riuscì ad evitare la rete in entrambe ed all'82º lasciò il posto a Camoranesi, tre minuti prima che Ibrahimovic pareggi il gol di Cassano.[160] Nella decisiva sfida contro la Bulgaria indossò la fascia di capitano e rimase in campo per l'intera durata della gara, supportando insieme a Cassano, prima Corradi e poi Vieri. L'Italia riuscì a vincere 2-1, ma il pareggio 2-2 tra Svezia e Danimarca la condannò all'eliminazione.[161]
Germania 2006
Nel 2006 è Marcello Lippi, il tecnico che lo ha lanciato nella Juventus, il c.t. della Nazionale. Viene dunque convocato per il suo terzo Mondiale in cui ha vissuto di nuovo il dualismo con Totti.
Nella prima partita del gruppo E, giocata il 12 giugno contro il Ghana e vinta 2-0, è partito dalla panchina e subentrato a Luca Toni ad otto minuti da termine,[162] stessa sorte che gli è capitata nella seconda gara, pareggiata 1-1 contro gli Stati Uniti, nella quale è entrato al 54º minuto al posto di Zaccardo, aumentando senza risultati la spinta offensiva.[163][164]
Nella terza e decisiva partita contro la Repubblica Ceca, ha assistito alla vittoria 2-0 rimanendo seduto in panchina per tutti i 90 minuti.[165]
È partito invece titolare nell'Ottavo di finale contro l'Australia, in cui è stato preferito a Totti,[166] che gli è subentrato poi al 75º minuto.[167]
L'avversaria del Quarto di finale è stata l'Ucraina di Andrij Ševčenko e, ancora una volta, Totti gli è stato preferito per agire alle spalle dell'unica punta Toni.[168] Per la seconda volta nel torneo, ha assistito alla vittoria degli azzurri, 3-0, senza scendere in campo.[169]
I tre gol agli ucraini hanno proiettato l'Italia nella semifinale con la Germania in cui Lippi ha confermato il modulo della gara precedente, 4-4-1-1 con Totti dietro a Toni.[168] È partito quindi ancora dalla panchina ed è entrato al termine del primo tempo supplementare al posto di Perrotta, in un Italia che lo ha visto schierato contemporaneamente a Totti, Gilardino e Iaquinta, in cerca del gol vittoria.
Dopo aver sbagliato una prima occasione davanti a Jens Lehmann ed aver assistito al vantaggio siglato da Grosso, al 121º ha realizzato il gol del definitivo 2-0, finalizzando il contropiede lanciato da Cannavaro e Gilardino, con un'invenzione all'incrocio dei pali.[170][171]
La finale del torneo ha visto l'Italia contrapposta alla Francia, bestia nera degli azzurri nel 1998 e nel 2000. Il 9 luglio all'Olympiastadion di Berlino è partito ancora dalla panchina, entrando a 4 minuti dalla fine dei tempi regolamentari. Ha realizzato poi il quarto dei cinque rigori che hanno assegnato all'Italia il titolo di Campione del Mondo.
Per il merito sportivo acquisito con la conquista del campionato del mondo è stato insignito il 12 dicembre 2006, insieme a tutta la delegazione azzurra, del titolo di Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica, dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
« Non mi sveglierò mai da questo sogno, perché è vero, è TUTTO VERO: sono diventato campione del Mondo, gioco in serie B con la mia squadra, con il mio 10 sulla schiena... »
(Alessandro Del Piero,nel suo libro autobiografico "Dieci +" [174])
Austria-Svizzera 2008
Il 19 settembre del 2007, dopo il pareggio 0-0 a San Siro contro la Francia nella fase di qualificazione all'Europeo 2008, da tempo insoddisfatto per il modo in cui viene impiegato, chiede pubblicamente di non essere più convocato se non per giocare come attaccante e non spostato sulla fascia, come invece viene impiegato dal c.t. Roberto Donadoni, pur sapendo che potrebbe significare l'addio alla Nazionale,[175] che di fatto avviene, in quanto non viene più convocato per le restanti gare di qualificazione. Tuttavia la grande stagione disputata con la maglia della Juventus, condita dalla vittoria in classifica marcatori, lo porta ad essere comunque convocato per l'Europeo in Austria e Svizzera.[176]
A causa dell'infortunio di Cannavaro eredita la fascia di capitano della selezione azzurra[177] ma, nella prima gara del Gruppo C, giocata il 9 giugno allo Stade de Suisse di Berna contro l'Olanda e persa 3-0, parte dalla panchina subentrando a Di Natale al 64º minuto. Nonostante si renda pericoloso più volte davanti all'ex compagno di club Edwin van der Sar, non riesce a rendere la sconfitta meno netta.[178]
Il 13 giugno parte titolare nella gara pareggiata 1-1 contro la Romania al Letzigrund Stadion di Zurigo, al posto di Di Natale. Va subito vicino al gol nei minuti iniziali, ma si defila sempre più nel corso della partita e viene sostituito da Quagliarella a 13 minuti dal termine.[179]
Nella decisiva sfida con la Francia del 17 giugno assiste dalla panchina alla vittoria 2-0 degli azzurri, che si qualificano per il Quarto di finale.[180] Avversaria nella prima partita della fase ad eliminazione diretta è la Spagna, futura campionessa. Donadoni per l'ennesima volta gli preferisce Perrotta e rimane in panchina per 108 minuti, entrando solamente in prospettiva dei tiri di rigore. Designato come quinto ed ultimo rigorista, gli errori di De Rossi e Di Natale non gli consentono di presentarsi sul dischetto.
Champions League | Record | Del Piero | Alexander Manninger | Juventus Stadium | Alessandro Del Piero | David Trezeguet | Antonello Cuccureddu | Thierry Henry | Fabrizio Ravanelli | Bari-Juventus
