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Gianluigi Buffon

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Gianluigi Buffon

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Gianluigi Buffon (Carrara, 28 gennaio 1978) è un calciatore italiano, portiere della Juventus[1] e della Nazionale italiana. Campione del mondo con la Nazionale nel 2006, nello stesso anno è stato premiato dalla FIFA come miglior portiere del Campionato mondiale[2] e si è classificato secondo nella classifica del Pallone d'oro, dopo il connazionale Fabio Cannavaro.

La UEFA lo ha premiato con il titolo di miglior portiere e, unico caso tra i giocatori del suo ruolo, miglior giocatore dell'edizione 2002-2003 della Champions League. Nel 2007, per la quarta volta dopo il 2003,[4] 2004[5] e 2006,[6] è stato considerato il miglior estremo difensore in attività dall'IFFHS, organismo che si occupa delle statistiche riguardanti la storia del calcio, che gli ha assegnato nuovamente il premio di "Portiere dell'anno".[7] Il 19 gennaio 2009, sempre l'IFFHS lo ha incoronato miglior portiere della storia[8] (prendendo però in considerazione soltanto le stagioni dal 1987 al 2008)[9] Esattamente l'anno dopo nello stesso giorno viene premiato nuovamente dall'IFFHS che lo incorona ancora una volta miglior portiere della storia[10] (prendendo però in considerazione soltanto le stagioni dal 1987 al 2009).

È soprannominato Superman,[11] appellativo che risale ai tempi del Parma, quando indossò la maglietta azzurra con la famosa S del supereroe dopo un rigore parato a Ronaldo in un Parma-Inter.

Con 405 partite giocate in Serie A risulta 38º nella classifica presenze nel campionato di calcio italiano e con 102 presenze è 4º nella classifica di presenze nella Nazionale di calcio italiana.

Caratteristiche tecniche

 

Ancora giovanissimo aveva il ruolo di centrocampista; divenne portiere solo dopo i Mondiali di calcio 1990, nel 1991 all'età di 13 anni, quando lasciò il Bonascola per approdare a Parma, prendendo come modello il portiere del Camerun Thomas N'Kono.[12]

Carriera

 

Club

Gli esordi e l'affermazione nel Parma

Nasce in una famiglia di sportivi: la madre Maria Stella Masocco è stata campionessa di getto del peso e lancio del disco, lo zio Dante Masocco ha giocato a livello nazionale e nella serie A1 di pallacanestro[13] il padre Adriano è stato campione di getto del peso e le sorelle Guendalina e Veronica sono state pallavoliste affermate. È lontano parente di Lorenzo Buffon, portiere di Milan, Genoa, Inter, Fiorentina e della Nazionale:[13] Lorenzo è cugino in seconda del nonno di Gigi.

Tifoso sin da bambino del Genoa, inizia nella scuola calcio U.S.d.Canaletto Sepor, una società di calcio dilettantistica della Spezia che attualmente milita nel campionato di Promozione. Passato nella categoria pulcini, torna a Carrara per giocare nel Perticata, altra formazione dilettantistica. Sia nella squadra ligure che in quella toscana ricopre il ruolo di centrocampista. A 12 anni passa al Bonascola, squadra della sua città natale, ed a 13 anni, il 13 giugno 1991, viene acquistato dal Parma, che riesce a battere la concorrenza di Bologna e Milan.[15] Venne acquistato per 15 milioni di lire pagabili in due anni con la prima da 3 milioni e la seconda da 12 milioni: se però dopo il primo anno ai ducali non fosse stato riconfermato, sarebbe decaduto l'impegno del Parma a corrispondere il compenso pattuito per la seconda stagione.[16] Così non fu. Nelle giovanili dei ducali, a 14 anni, è costretto a giocare in porta, vista la contemporanea assenza di entrambi i portieri infortunati e, dopo due sole settimane, conquista tra i pali il posto di titolare.[1]

Fa il suo esordio in Serie A nella partita Parma-Milan (0-0) del 19 novembre 1995 a soli 17 anni,[1] subendo la prima rete nella successiva partita contro la Juventus (gol di Ciro Ferrara). Con i ducali esordisce anche in Europa, precisamente in Coppa UEFA, contro il Vitória Guimarães (partita finita 2-0 per i portoghesi) il 24 settembre dell'anno seguente.

Nella stagione successiva (1996-1997) è già titolare della squadra emiliana, con la quale colleziona 27 presenze, e l'anno successivo esordisce in Nazionale. Negli anni in cui veste la maglia parmense conquista il titolo di Campione d'Europa Under-21 nel 1996, una Coppa UEFA, una Coppa Italia ed una Supercoppa italiana nel 1999.

Juventus

Viene acquistato dalla Juventus insieme a Thuram, per il campionato 2001-2002 per la cifra record di 105 miliardi di lire (75 in contanti più la cessione di Bachini)[17], risultando tuttora il giocatore più pagato nella storia della società bianconera.

L'inizio non è semplice: le indecisioni contro il Chievo e la Roma scatenano le critiche, ma riesce a riprendersi ed a disputare una buona stagione, coronata con la vittoria del suo primo Scudetto con un emozionante sorpasso all'Inter all'ultima giornata.

Nel 2002-2003 gioca una grandissima stagione che lo porta ad essere considerato il miglior portiere al Mondo per quell'anno. Con le sue parate straordinarie diventa una colonna della Juventus, che vince la Supercoppa Italiana ed un altro Scudetto, ma arriva a perdere la Champions League nella finalissima tutta italiana tra Milan e Juventus: dopo aver parato un rigore a Figo nella semifinale col Real Madrid, la finale di Manchester si decide ai rigori e, nonostante pari i tiri di Seedorf e Kaladze, il suo collega Dida fa meglio e la coppa va ai rossoneri (2-3). Quell'anno viene premiato come miglior giocatore della Champions League.

Nel 2003-2004 vince un'altra Supercoppa Italiana, ma la stagione non sorride né a lui né alla Juventus, che esce presto dalla Champions League e giunge terza in campionato, mentre Buffon subisce più di 50 reti nel corso della stagione, contando tutte le competizioni che gioca con la "Vecchia Signora". A fine stagione partecipa agli Europei, ma l'Italia esce al primo turno rimediando un'altra figuraccia.

Nel 2004-2005, con Capello in panchina, gioca una grande stagione anche se con qualche indecisione che comunque non compromette la corsa verso il terzo scudetto della sua carriera, in seguito revocato per le vicende di Calciopoli, dopo un bel duello contro il Milan. In Champions League trascina la Juve con le sue grandi parate, ma si arrende nei quarti di finale contro il Liverpool.

Il 14 agosto 2005 si procura una lussazione alla spalla dopo uno scontro con Kaká durante l'amichevole Milan-Juventus per il Trofeo Berlusconi[18]. La successiva operazione lo costringe a fermarsi per circa tre mesi, durante i quali viene sostituito da Christian Abbiati, dato in prestito dal Milan.

Torna tra i pali della Juventus alla fine di novembre, in Coppa Italia contro la Fiorentina, ma la sua forma non è eccelsa e Capello preferisce tenerlo in panchina per consentirgli di recuperare meglio la condizione migliore. Ritorna definitivamente titolare a gennaio 2006, sempre in Coppa Italia, nella partita di ritorno contro i viola. Pur non disputando una stagione ad altissimi livelli, conquista il primo posto in classifica con i bianconeri, poi retrocessi in ultima posizione dalla Giustizia Sportiva in seguito a Calciopoli.

Nonostante le grandi prestazioni di queste stagioni non ha parato un calcio di rigore in partite ufficiali per più di tre anni, dal 26 ottobre 2003 al 1º dicembre 2006.

Dopo le vicende di Calciopoli che hanno visto la Juventus retrocedere in Serie B, nonostante fosse cercato da società come Milan ed Inter, decide di continuare la sua avventura con la società torinese[19].

Durante la stagione nella serie cadetta alterna alcune disattenzioni a grandi parate ed il 18 novembre contro l'Albinoleffe viene espulso per la prima volta in carriera. A fine stagione, dopo aver raggiunto la promozione in Serie A, rinnova il contratto fino al 2012[20]. Durante la nuova stagione in Serie A, prima della partita contro il Genoa, viene eletto miglior portiere del mondo per il quarto anno ed in seguito inizia a soffrire di mal di schiena, causato da una ernia del disco, che lo costringe spesso al riposo lontano dal campo[21]. Il 10 marzo 2008 rinnova il contratto che lo lega alla Juventus FC fino al 2013, dichiarando di voler vincere tutto con la maglia bianconera[22]. Ancora problemi nell'avvio della stagione 2008-2009, quando riporta lo stiramento dell'adduttore della coscia destra contro il Cagliari.[23] Giocando la partita successiva il problema si accentua[24] ed è costretto a restare fuori fino a gennaio 2009.

Ritorna in campo il 6 gennaio 2009 nell'amichevole giocata a Messina contro i francesi del Monaco, persa per 6-5 dopo i calci di rigore, giocando per tutto il primo tempo.

Il primo impegno ufficiale del 2009 avviene il 14 gennaio nella partita di Coppa Italia contro il Catania (3-0).[27]

Nel mese di dicembre dello stesso anno si sottopone ad un intervento di meniscectomia artroscopica selettiva del menisco laterale del ginocchio sinistro. L'intervento, durato circa dieci minuti, è perfettamente riuscito.[28] È quindi tornato in campo nella sconfitta per 1-0 in trasferta a Verona contro il Chievo del 17 gennaio 2010.

Il 23 gennaio, in Juventus-Roma (1-2), viene espulso per la seconda volta in carriera, la prima in massima serie, dopo aver commesso un fallo da ultimo uomo e fuori area sul romanista Riise. Chiude la stagione con 27 presenze e 31 reti subite in campionato, una presenza e 2 reti subite in Coppa Italia, 6 presenze e 7 reti subite in Champions League ed una presenza con una rete al passivo in Europa League.

Infortunatosi durante i Mondiali 2010, il 4 luglio si è sottoposto a intervento di erniectomia per ernia discale–lombare:[29] l'operazione, durata circa un'ora, è perfettamente riuscita.[30]

Nazionale

Inizi

Gioca in tutte le rappresentative giovanili italiane dall'Under-15 all'Under-23. Gioca l'Europeo Under-15 nel 1993 in Turchia, arriva in finale all'Europeo Under-19 del 1995 e vince l'Europeo Under-21 del 1996.

Debutta in Nazionale maggiore a 19 anni, il 29 ottobre 1997 nella partita Russia-Italia (1-1), andata dello spareggio di qualificazione ai Mondiali 1998, nella quale dopo aver sostituito l'infortunato Gianluca Pagliuca subisce il primo gol con un'autorete di Fabio Cannavaro, all'epoca suo compagno di squadra. Dopo il Mondiale '98, per il quale viene convocato come terzo portiere e diventa poi secondo per l'infortunio di Angelo Peruzzi,[31] diventa a 20 anni il portiere titolare della squadra azzurra (con l'avvento di Dino Zoff sulla panchina azzurra), anche se è costretto a saltare Euro 2000 per via di un infortunio alla mano.[32][33]

Era Trapattoni

Sotto la guida di Giovanni Trapattoni partecipa al Mondiale 2002 e all'Europeo 2004.

Nella prima occasione subisce 5 reti: due dalla Croazia (sconfitta per 2-1),[34] una dal Messico (1-1)[35] e gli ultimi due dalla Corea del Sud agli ottavi di finale (sconfitta per 2-1 ai tempi supplementari), tra cui il golden gol di Ahn Jung-Hwan a cui prima aveva parato un rigore.[36]

Nella competizione continentale, nella quale l'Italia viene eliminata nel nella fase a gironi, subisce due reti contro Svezia (1-1)[37] e Bulgaria (2-1).[38]

Mondiale 2006

 

Ai Mondiali del 2006 in Germania subisce solo due reti: la prima è un autogol del compagno di squadra Cristian Zaccardo, durante l'incontro con gli Stati Uniti (1-1),[39] e l'altra è il calcio di rigore realizzato da Zinédine Zidane nella finale contro la Francia (5-3 d.c.r., 1-1 d.t.s.).[40] Fino a quel momento ha mantenuto la porta italiana inviolata per ben 458 minuti, avvicinandosi al record detenuto da Walter Zenga di 518 minuti, raggiunto nel 1990.

Il 9 luglio 2006, a 28 anni, si aggiudica con la Nazionale italiana la Coppa del Mondo FIFA battendo la Francia ai rigori nella finale svolta all'Olympiastadion di Berlino. Durante la finale è da ricordare la decisiva parata effettuata nei tempi supplementari su colpo di testa di Zidane.[41] Con le sue parate è stato uno dei maggiori artefici della vittoria del Campionato del Mondo, ed è stato premiato come miglior portiere del Mondiale (Premio Yashin).

Europeo 2008

All'Europeo 2008, con il CT Donadoni, indossa la fascia di capitano nella gara d'esordio contro l'Olanda (sconfitta per 3-0) a causa dell'assenza di Fabio Cannavaro,[42] salva l'Italia dall'eliminazione parando di riflesso con un piede un calcio di rigore ad Adrian Mutu nella seconda gara del girone eliminatorio contro la Romania (1-1)[43] e mantiene inviolata la porta azzurra con grandi parate nella decisiva vittoria contro la Francia (vittoria per 2-0)[44] e nella gara contro la Spagna decisa ai calci di rigore (2-4, 0-0 d.t.s.), durante i quali neutralizza, inutilmente ai fini del risultato, il tiro di Daniel Güiza.[45] Chiude la competizione con 4 reti al passivo.

Seconda era Lippi

Partecipa alla Confederations Cup 2009 con Marcello Lippi tornato in panchina, dove l'Italia viene eliminata al primo turno e nella quale subisce 5 reti: una nella gara d'apertura contro gli USA da parte di Landon Donovan su rigore,[46] un'altra contro l'Egitto ad opera di Mohamed Soliman[47] e le ultime tre nella sconfitta contro il Brasile (doppietta di Luís Fabiano e autogol di Andrea Dossena).[48]

Il 14 novembre 2009, nell'amichevole di Pescara contro l'Olanda, raggiunge quota 100 presenze in Nazionale, ed è il quarto giocatore italiano dopo Zoff, Maldini e Cannavaro a toccare tale traguardo.

Il 1º giugno 2010 viene selezionato dal ct Marcello Lippi per il Mondiale 2010 in Sudafrica. Nella prima partita contro il Paraguay (1-1) si è infortunato alla schiena, accusando un problema sciatico che lo ha costretto a lasciare il campo durante l'intervallo.[49][50] Al suo posto è entrato Federico Marchetti, che è stato titolare anche per le altre due partite del girone che ha visto l'Italia eliminata: Buffon chiude quindi la competizione con una presenza ed una rete subita.

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