- Copertina
- Enciclopedia della Juventus
- Luciano Spalletti
Luciano Spalletti
Creare articoloPrima di creare un nuovo articolo, accedi al motore di ricerca e controlla che non ci sia già l'articolo che vuoi creare. Se non esiste crealo e se esiste già puoi editarlo per aggiungere l'informazione che non abbiamo. Grazie!
Luciano Spalletti
Invia ad un amicoLuciano Spalletti (Montespertoli, 7 marzo 1959) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista, attualmente alla guida dello Zenit San Pietroburgo con cui ha vinto il Prem'er-Liga 2010[1].
Carriera
Calciatore
La sua attività calcistica inizia molto presto, quando all'età di 12 anni si iscrive al Sannazaro di Firenze, dove ha imparato a parlare bene, come un ragazzo che frequenta il liceo Classico. N.A.G.C. della Fiorentina (insieme a Luciano Venturini, altro ex giocatore viola degli anni ottanta, col quale condivideva i viaggi da Empoli a Firenze). A 13 anni vince il suo primo torneo (svoltosi a Prato) come giovane calciatore ed a 14 anni incontra una squadra di alto rango per la prima volta; gioca e vince difatti contro la Juventus al Torneo San Michele a Firenze. Passa poi al Club Sportivo Firenze, gloriosa storica società del calcio fiorentino, con la quale finisce l'attività giovanile per poi passare ai campionati dilettantistici nella Volterrana e successivamente nella Cuoiopelli e nel Castelfiorentino.
Inizia così una discreta carriera da giocatore, curiosamente svolta interamente in compagini liguri e toscane come centrocampista in serie minori e arriva al massimo in Serie C con Empoli, Viareggio e Spezia, squadra nella quale gioca dal 1986 al 1990 diventandone capitano ed uomo-simbolo. Chiude a 34 anni, nel torneo di Serie C1 1992-1993 con la maglia dell'Empoli guidato allora da Francesco Guidolin. Nell'ultima stagione colleziona 22 presenze e 2 reti.
L'esperienza allo Spezia
Nella stagione 1985-1986 giocò a Chiavari (GE) nell' Entella come centrocampista, guadagnandosi il soprannome di "sette polmoni"; dopo la conquista del 5º posto in serie C è approdato allo Spezia, neopromosso in C1, nella stagione 1986-1987, al seguito di Giampiero Ventura; ebbe maggior fortuna dell'allenatore, presto esonerato, e contribuì al raggiungimento di una salvezza insperata sotto la guida di Sergio Carpanesi. Spalletti è rimasto assai legato alla città ligure, dove sfiorò per due volte la promozione in Serie B nel 1987-88 e 1988-89
Spalletti giocò con la maglia bianca dei liguri praticamente in ogni ruolo e rimase un idolo per i tifosi dello Spezia che ne apprezzavano la simpatia e il buon rendimento in campo: i tifosi spezzini lo invitarono e acclamarono in occasione delle celebrazioni del centenario della squadra, avvenuto nel 2006. Spalletti, che nel frattempo allenava la Roma, nonostante i giallorossi avessero giocato proprio la serata precedente una dura partita nel posticipo serale contro l'Inter, chiese alla sua squadra di sostenere l'allenamento il lunedì mattina successivo anziché, come previsto, nel pomeriggio, per poter comunque dirigere personalmente la seduta a Trigoria e poi raggiungere La Spezia con la sua auto per partecipare ai festeggiamenti.
Allenatore
Gli esordi
Appena chiusa la carriera di calciatore, Spalletti esordì nel 1993 come allenatore in Serie C1, sulla panchina dell'Empoli, subentrando a Luciano Donati a 6 giornate dalla fine del torneo, con la squadra sull'orlo della retrocessione. Tuttavia gli azzurri riuscirono a salvarsi ai play-out, dove superarono l'Alessandria.
L'Empoli e la scalata alla Serie A
Seguì una stagione di transizione, nel 1994-95, nel corso della quale Spalletti trovò alle sue dipendenze un giovane centravanti, Vincenzo Montella, con cui già l'allenatore fiorentino aveva giocato nell'ultimo anno da calciatore. Montella lascerà l'Empoli al termine della stagione, e reincontrerà Spalletti prima alla Sampdoria e poi nella capitale.
Dalla stagione 1995-1996 iniziò un ciclo di grandi vittorie per l'Empoli di Spalletti, che vinse una Coppa Italia di Serie C ai danni del Monza, ma soprattutto ottenne la promozione in Serie B grazie alla vittoria nella finale play-off contro il Como giocata a Modena. Spalletti ed il suo Empoli riuscirono a risvegliare l'entusiasmo dei tifosi nella cittadina toscana, anche grazie all'ottimo rendimento della stagione 1996-97, in cui gli azzurri neopromossi in B conquistarono la Serie A esprimendo un gioco spettacolare.
Il doppio salto fu un premio per Spalletti e per il presidente toscano Corsi, che videro premiata la loro scelta di plasmare giocatori giovani, presto protagonisti in grandi club italiani come Montella, Birindelli, Tricarico e Di Natale. Pur senza un grosso budget e senza nomi altisonanti, l'Empoli seppe dimostrarsi all'altezza della Serie A e conquistò la salvezza con una giornata di anticipo nel campionato 1997-98.
Altre esperienze
Seguirono successivamente le esperienze alla Sampdoria (1998, esonerato e successivamente richiamato) con cui retrocesse, al Venezia (1999, dove venne esonerato), all'Udinese (2000, al posto di De Canio) e all'Ancona (2001), dove sostituì Fabio Brini da Gennaio ed ottenne una insperata salvezza dopo un inizio non esaltante ed alcune scelte discutibili (l'esclusione dell'idolo della curva Pietro Parente dalla rosa fu quella più eclatante); ad Ancona è tuttora ricordato con grande stima ed affetto nonostante il breve periodo di militanza (6 mesi).
Udinese
Spalletti riapprodò alla guida di un'Udinese in piena crisi di gioco nel marzo 2001; chiamato a sostituire Luigi De Canio, l'allenatore toscano riuscì a traghettare la squadra verso la salvezza, conquistata alla penultima giornata.
All'inizio della stagione 2002-2003 Spalletti fece ritorno ad Udine, dove trovò una società organizzata e ambiziosa; per due volte, conquistando prestigiose posizioni di classifica, i bianconeri ottennero la partecipazione alla Coppa UEFA, esprimendo un gioco offensivo ed avvincente. Il sorprendente quarto posto ottenuto al termine della stagione 2004-2005 valse la prima qualificazione alla Champions League della storia del club. Al termine di quello stesso campionato, Spalletti annunciò la sua intenzione di abbandonare l'Udinese, che lo rese dunque libero sul mercato.
Ad Udine Spalletti lanciò calciatori di primo piano come Iaquinta, Muntari, Di Michele, Antonio Di Natale e Pizarro, che lo raggiunse in seguito alla Roma.
Roma
2005-2006
Nell'estate del 2005 venne ingaggiato dalla Roma, che l'anno prima aveva concluso il campionato in ottava posizione.
Nelle prime giornate del campionato 2005-2006 la sua Roma ottenne risultati altalenanti [2]. Da dicembre però, dopo la partenza di Antonio Cassano per il Real Madrid e nonostante il mercato bloccato nella sessione invernale per via della querelle Mexes [3], la squadra diede il via ad un ciclo positivo che raggiunse il suo apice nella vittoria del derby contro la Lazio, con una serie di undici vittorie consecutive che riportarono in auge la squadra e che rappresentarono un nuovo record per la Serie A [4].
Alla fine della stagione, la formazione dell'allenatore toscano chiuse al quinto posto; ma i declassamenti di Juventus, Milan e Fiorentina per le vicende del caso Calciopoli proiettarono però la Roma al secondo posto, e valsero a Spalletti la seconda qualificazione consecutiva da allenatore alla Champions League.
2006-2007
La stagione inizia con una sconfitta per 4-3 nella finale della Supercoppa italiana contro l'Inter dopo i tempi supplementari.[5] Nelle fasi iniziali del campionato Spalletti ripresenta lo stesso schema di gioco che l'aveva portato a battere il record di vittorie consecutive in campionato l'anno precedente. È da segnalare l'umiliante sconfitta per 7-1 sul campo del Manchester United nel ritorno dei quarti di finale di Champions League.[6] La Roma terminerà il campionato al secondo posto in classifica, distaccata di 22 punti dall'Inter.
Vince la Coppa Italia contro l'Inter (gara di andata a Roma vinta con il risultato di 6-2 e gara di ritorno a Milano persa con il risultato di 2-1) dopo aver eliminato la Triestina, il Parma e il Milan. Si tratta del primo trofeo per l'allenatore di Certaldo.
2007-2008
Il 19 agosto 2007 Spalletti conquista con la Roma la sua prima Supercoppa italiana, la seconda della storia del club capitolino con una vittoria a San Siro per 1-0 grazie al gol di De Rossi su calcio di rigore. In campionato Spalletti guida la Roma verso due record personali: 24 vittorie in campionato e 82 punti in 38 partite che permettono così di ottenere nuovamente il secondo posto in classifica, questa volta finendo a soli 3 punti dall'Inter. Il 24 maggio 2008 vince per la seconda volta la Coppa Italia, battendo nuovamente l'Inter, squadra campione d'Italia.
2008-2009
Nella stagione 2008-2009, dopo 12 giornate di campionato la sua Roma riesce a collezionare solo 7 punti.
Nella notte dell'importante sfida con il Chelsea in Champions League, rivoluziona il suo 4-2-3-1 in un più difensivo 4-3-1-2 che spesso si trasforma in un 4-3-2-1[senza fonte] e conquista tra novembre e dicembre diverse vittorie consecutive di cui la più importante è quella nel derby per 1-0; vittorie che permettono alla sua squadra di risalire la china in Serie A e di vincere il girone della Champions League davanti al Chelsea.
In campionato, la squadra termina la stagione al sesto posto con 63 punti, riuscendo a centrare la qualificazione in Europa League.
In Coppa Italia il cammino della sua Roma si fermerà ai quarti di finale, con una sconfitta per 2-1 maturata sul campo dell'Inter.
In Champions League verrà eliminato agli ottavi di finale perdendo contro l'Arsenal ai calci di rigore dopo una gara di ritorno che ha visto la Roma giocare un buon calcio nonostante le emergenze di formazione.[7]
2009-2010
Il 1º settembre 2009, con una decisione richiamata ai dissensi che aveva da alcuni mesi con la società[8] e a seguito di due sconfitte nelle prime due partite di campionato, presenta le dimissioni: le due parti rescindono consensualmente il contratto, interrompendo un rapporto durato 4 anni.[9]
Zenit San Pietroburgo
L'11 dicembre 2009 viene ufficializzato il suo ingaggio da parte della squadra russa dello Zenit San Pietroburgo, società con la quale firma un contratto per tre stagioni[10] con un ingaggio di 4 milioni di euro netti all'anno[11]. Il 16 maggio ha vinto con la squadra la Coppa di Russia[12]. Il 14 novembre 2010 vince il campionato russo 2010 con due giornate di anticipo.[13]. Il 6 marzo 2011 realizza il "Grande Slam" russo, vincendo anche la Supercoppa di Russia.[14]
Allenatore
Competizioni nazionali
Coppa Italia: 2
Supercoppa italiana: 1
- Coppa di Russia: 1
- Campionato russo: 1
- Supercoppa di Russia: 1
Individuale
- Panchina d'oro: 1
- Oscar del calcio AIC: 2
