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Anni settanta: gli inizi


Sulla falsariga delle altre due competizioni europee, la Champions League e la Coppa delle Coppe, prende il via questa competizione che, nonostante si presupponga e venga sempre considerata dalla UEFA la terza competizione europea, si trova a superare spesso di importanza e di prestigio la Coppa delle Coppe. La prima vincitrice è il Tottenham nel 1972, nella finale tutta inglese con il Wolverhampton; l'unica italiana a vincere in questo periodo è la Juventus nel 1977, in finale contro l'Athletic Bilbao.


Anni ottanta: grandi squadre per grandi vittorie


Nel successivo decennio la competizione è ancora teatro di grande calcio, e vede l'affermarsi di grandi squadre, tra cui si segnalano i due successi consecutivi dei pluricampioni europei del Real Madrid nel 1985 e nel 1986, che rimarranno per lungo tempo gli unici in grado di vincere la competizione per due volte consecutive: soltanto i connazionali del Siviglia saranno in grado di farcela a loro volta più di venti anni dopo.

Anni novanta: un feudo italiano


Dalla fine degli anni Ottanta e per tutti gli anni Novanta si ha un dominio delle squadre italiane nella manifestazione, che tra il 1989 e il 1999 viene vinta per ben 8 volte su 11 da squadre del Bel Paese (con un totale di 14 presenze in finale), e solo la finale del 1996 non vede presente nemmeno una squadra italiana. È il Napoli di Diego Armando Maradona ad aprire questo periodo d'oro, battendo in finale i tedeschi dello Stoccarda dopo aver eliminato ai quarti la Juventus con una clamorosa rimonta nella gara di ritorno (3-0 dopo i tempi supplementari), dopo una sconfitta nella gara di andata (0-2), che già sembrava avere chiuso il discorso qualificazione. I torinesi si rifaranno però la stagione successiva nella finale tutta italiana con la Fiorentina, la prima di una serie di quattro (1990, 1991, 1995, 1998).
Nel 1991 è invece l'Inter ad aggiudicarsi l'ultimo atto contro la Roma, in un'edizione che vede l'arrivo di ben quattro squadre italiane ai quarti: oltre alle due finaliste giungono infatti tra le prime otto anche Atalanta e Bologna. Nel 1992 è invece l'Ajax a vincere, dopo aver eliminato il Genoa in semifinale e il Torino in una sfortunata finale doppia per i granata (2-2 a Torino, 0-0 ad Amsterdam), nella quale la compagine italiana prende un totale di tre legni. Successi ancora per Juventus e Inter rispettivamente nel 1993 e nel 1994, tre anni dopo i loro più recenti trionfi nella competizione: sono Borussia Dortmund e Austria Salisburgo a cedere il passo, in edizioni che vedono ancora ottimi risultati per le italiane, in particolare nel 1994 con la Juventus eliminata ai quarti dal sorprendente Cagliari che verrà eliminato a sua volta dall'Inter in semifinale.
È invece il Parma di Nevio Scala a vincere nel 1995 in una finale ancora una volta tutta italiana con la Juventus; bene anche la Lazio che in questa edizione giunge ai quarti. La squadra emiliana non poté però difendere il titolo nella stagione successiva: in quanto finalista perdente di Coppa Italia contro la Juventus realizzatrice dell'accoppiata scudetto e Coppa Italia, venne infatti iscritta in Coppa delle Coppe. Il 1996 non è all'altezza delle stagioni precedenti per le italiane, con Roma e Milan che non vanno oltre ai quarti. Nel 1997 l'Inter sfiora la terza affermazione in pochi anni, perdendo in finale contro lo Schalke 04 soltanto ai rigori; il trionfo riesce però la stagione successiva nella quarta finale tutta italiana in meno di dieci anni, questa volta contro la Lazio.
Il 1998 è anche il primo anno nel quale la finale di Coppa UEFA viene disputata in gara unica in campo preassegnato e non in gara doppia, al pari delle altre due competizioni europee. Nel 1999 è invece il Parma, per la seconda volta dopo il trionfo di quattro anni prima, ad aggiudicarsi il trofeo, battendo in finale l'Olympique Marsiglia, che aveva eliminato il Bologna in semifinale; bene anche la Roma che giunge ai quarti. Questa è attualmente l'ultima vittoria italiana nella competizione, che dalla stagione seguente, a causa dell'allargamento della Champions League, avrebbe perso gran parte del suo prestigio.

Anni 2000: una competizione ridimensionata

 

Con l'allargamento della Champions League fino a quattro squadre per le nazioni ospitanti i campionati più importanti, la Coppa delle Coppe viene abolita e anche la Coppa UEFA subisce un ridimensionamento. Nazioni come l'Italia, la Spagna, e l'Inghilterra si trovano spesso a qualificare con successo quattro squadre alla Champions e a relegare quindi in Coppa UEFA le quinte e seste classificate e la vincitrice della coppa nazionale, che però non di rado risulta già qualificata in Champions così come la finalista perdente, mandando quindi in UEFA la settima classificata. Neanche l'introduzione di una fase a gironi, dalla stagione 2004-05, riesce a risollevare particolarmente le sorti della competizione. In questo decennio non c'è gloria per le italiane in questa competizione, che spesso la snobbano facendoci giocare le riserve o comunque le seconde linee: il miglior risultato raggiunto sono comunque le semifinali (Milan e Inter nel 2002, Lazio nel 2003, Parma nel 2005 e Fiorentina nel 2008).
Per i motivi suddetti, l'identikit delle squadre che arrivano in finale cambia: non si tratta più di grandi del calcio europeo, ma di nuove realtà emergenti: spicca su tutti l'esempio del Siviglia, che mette in fila due vittorie nel 2006 e 2007 (impresa riuscita in precedenza solo al Real Madrid), i cui soli altri trofei risalivano agli anni '40, e in misura minore il Porto, che torna al successo europeo dopo sedici anni nel 2003, andando poi l'anno successivo a migliorarsi, vincendo la Champions League. Solo due squadre (Liverpool e Feyenoord) avevano già raggiunto la finale UEFA e per sette squadre questo traguardo rappresentava la prima finale europea in assoluto; di queste, solamente Middlesbrough e Deportivo Alavés non sono riuscite a festeggiare la vittoria.
Negli ultimi anni si è assistito a una rinascita delle squadre dell'est europeo, che avevano raggiunto i migliori risultati con i successi della Dinamo Kiev e della Dinamo Tbilisi in Coppa delle Coppe negli anni '70 ed '80, e con la vittoria dello Steaua Bucureşti in Coppa dei Campioni negli anni '80, grazie prevalentemente all'arrivo di grandi magnati che investono su una singola squadra (come le ultime due vincitrici, Zenit San Pietroburgo e Šakhtar).

 

La riforma del 2009


Le riforme delle competizioni europee volute dal presidente dell'UEFA, Michel Platini, incideranno sulla Coppa UEFA più profondamente che non sulla massima competizione continentale. La competizione assumerà la nuova denominazione di UEFA Europa League.
La lista di accesso sarà quasi completamente uniformata e prevederà un numero fisso, indipendente dal ranking, di tre squadre per ogni nazione di cui una la vincitrice della coppa nazionale, se non ammessa in Champions. Solo sei nazioni sfuggiranno alla suddetta regola: da un lato la settima, l'ottava e la nona del ranking che godranno di una quarta società ammessa, e dall'altro i microstati di Repubblica di San Marino, Liechtenstein ed Andorra che qualificheranno unicamente le detentrici delle rispettive coppe nazionali. Tre società premiate per il loro fair play guadagneranno anch'esse un pass per la manifestazione.
Nessuna squadra, eccetto l'eventuale detentrice non qualificatasi per la Champions, sarà esentata dai preliminari, che si struttureranno su ben quattro turni. Il turno di accesso, differenziato anche fra squadre della stessa nazione, dipenderà dal merito sportivo acquisito: per i tre campionati maggiori, attualmente la Premiership, la Liga e la Serie A, si avranno due posti all'ultimo preliminare ed assegnati alle quinte classificate e alle vincitrici delle coppe nazionali, mentre la sesta classificata di turni preliminari ne dovrà affrontare due. All'ultimo turno preliminare avranno accesso anche le perdenti del penultimo turno di qualificazione alla Champions, mentre le società che falliranno all'ultimo gradino l'ingresso nella massima competizione continentale entreranno direttamente in Europa League.
Questo lungo percorso individuerà le 48 squadre che daranno vita alla fase a gironi mutuata nella sua struttura da quella di Champions. Alle ventiquattro qualificate si aggiungeranno le terze dei gruppi di Champions, e a questo punto la competizione continuerà ad eliminazione diretta, fino alla finale secca. È prevista la vendita centralizzata dei diritti televisivi, cioè più stagioni ad una singola azienda.

Pagina creata da Fabrizio

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